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Piagentini sulla prescrizione «Primo passo verso l’obiettivo»

Roy Lepore Matteo Tuccini
Piagentini sulla prescrizione «Primo passo verso l’obiettivo»

Il presidente del “Mondo che vorrei”: «Stiamo lottando per tutti, non per noi» Il ministro Toninelli dopo l’accordo di Governo: «Penso a Viareggio e ai 32 morti»

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viareggio

Un primo passo verso l’obiettivo di una battaglia che loro hanno condotto in prima fila. «Non per noi stessi, perché questa riforma non riguarderà il nostro processo. Ma per gli altri». Così Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il Mondo che vorrei” che raggruppa i familiari delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009 di Viareggio, commenta l’accordo di Governo che ieri, di fatto, ha dato il via libera alla riforma della prescrizione. Secondo il vicepremier Luigi Di Maio, il disegno di legge Anticorruzione – che contiene lo stop alla prescrizione dopo il processo di primo grado – «diventerà legge nel gennaio 2019 ed entrerà in vigore un anno dopo, nel gennaio 2020». Una riforma che ha visto in prima linea i familiari delle vittime di Viareggio, così come altri comitati nati dopo altre tragedie nel Paese.



«Attendo che diventi operativa questa norma – dice Piagentini – prendo atto che la nostra lotta in questi anni sia servita a qualcosa, anche se il nostro processo non rientra in questa norma che il Governo ha votato. Questo lo ribadiamo ancora una volta per far capire che la nostra battaglia è per tutti e per chiunque, ci auguriamo mai, sia in cerca della giustizia in vicende così gravi. Attendiamo nel frattempo che il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, al quale abbiamo inviato il documento elaborato da parte del Comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”, a partire dal nono anniversario del disastro ferroviario di Viareggio, ci dia una risposta in tal senso. Per noi comunque chi è stato condannato in primo grado rimane colpevole, anche se poi c’è la prescrizione, soprattutto quando le motivazioni sono gravissime. Come nel caso dei condannati per quanto accaduto a Viareggio. Invitiamo anche in questa occasione coloro che sono stati condannati in primo grado a rinunciare alla prescrizione e a farsi giudicare».



Piagentini ricorda che così come per la strage di Viareggio, non beneficeranno di questa norma neppure i familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova. Perché lo stop alla prescrizione riguarderà i fatti avvenuti a partire dal gennaio 2020. «Le nostre battaglie, che confidiamo siano sostenute ancora anche da tanti cittadini, sono rivolte affinché ci sia più sicurezza, visto i vari incidenti ferroviari che si sono verificati ancora dopo quello di Viareggio. C’è ancora tanto la lavorare e noi ci batteremo proprio per questo».



Ieri è intervenuto anche il ministro dei trasporti Danilo Toninelli sulla prescrizione, facendo riferimento esplicitamente a quanto accaduto a Viareggio il 29 giugno del 2009. «Stop ai furbetti che dilazionano i tempi dei processi all’infinito, stop alla prescrizione come strumento di impunità – dice – finalmente avremo vera giustizia per i cittadini. La riforma della prescrizione, appunto, non è solo nel contratto di Governo, è soprattutto una norma sacrosanta. Penso ad esempio alla strage di Viareggio, in cui rimasero uccise 32 persone. Ora, 9 anni dopo, 23 imputati che sono stati condannati in primo grado per quella tragedia non dovranno più rispondere del reato di lesioni colpose plurime gravi e gravissime e quello di incendio. E perché? Perché questi reati il 13 novembre, quando inizierà il processo di appello, saranno caduti in prescrizione. È davvero una cosa assurda». —



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