I ristoranti di 350 hotel aperti anche alla clientela esterna
Cancellato lo storico vincolo che limitava chi non aveva la licenza apposita. Esultano gli albergatori: «Una svolta che aiuterà le strutture ricettive versiliesi»
VIAREGGIO. Svolta storica per gli hotel della Versilia, così come della Toscana: grazie al nuovo Codice del commercio approvato dal consiglio regionale, gli albergatori potranno aprire le loro cucine alla clientela esterna. Niente più vincoli, quindi, per chi non aveva la licenza apposita. Fino all’altroieri costretto a servire cibi e bevande solo agli ospiti che alloggiavano nelle strutture ricettive. Ci sarà un solo parametro da rispettare: la superficie dedicata alla ristorazione non potrà essere superiore al 25% della superficie totale dedicata all’attività prevalente, cioè l’albergo. In parole più semplici: il ristorante dovrà essere non più grande di un quarto dello spazio dedicato a camere, reception e così via.
La notizia è accolta con una specie di “ola” dagli albergatori: «Meglio tardi che mai, ma ora possiamo esultare – afferma Maria Bracciotti, albergatrice a Lido di Camaiore con le strutture di famiglia e presidente di Federalberghi Versilia – È una svolta che aiuterà la stragrande maggioranza dei 350 hotel versiliesi. Ovviamente ogni imprenditore valuterà se approfittare o meno di questa opportunità, ma riteniamo che sia un modo per tornare all’antica tradizione della Versilia. Che vedeva nell’accoppiata buona cucina e ospitalità un binomio vincente negli anni ’70-’80, l’epoca d’oro del turismo familiare».
La novità riguarda, come detto, la quasi totalità delle strutture ricettive. «Sono pochi gli hotel che hanno la licenza da ristorante per ogni tipo di clientela – afferma Maria Rosaria Francavilla dell’hotel Spinelli di Viareggio, presidente di Assohotel Confesercenti – Io, ad esempio, ce l’ho. Ma ottenere l’autorizzazione è stato molto complicato». Bracciotti conferma che «riuscire ad avere il permesso per fare ristorazione a tutti è sempre stato un ostacolo per molte attività. I regolamenti comunali, diversi da territorio a territorio, non aiutavano. Questa liberalizzazione sarà una manna per molte attività medio-piccole, la spina dorsale della nostra ospitalità, in un contesto in cui questo tipo di strutture sono sempre più richieste. Chi sta già ristrutturando o ampliando i propri spazi avrà la scelta se farlo con l’obiettivo di puntare forte sulla ristorazione. Senza fare sacrifici, visto che sale e cucine sono già presenti».
Anche sui tempi la Regione dà conforto agli albergatori. «Il Codice del commercio è già stato approvato – spiega il dirigente al turismo e al commercio Stefano Romagnoli – il tempo di pubblicarlo sul Bollettino regionale e sarà legge. Diciamo che si dovrà aspettare un mese». Quindi via libera già dalle feste di Natale fino alla stagione primavera-estate 2019. «Fatto salvo il rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie – ricorda Romagnoli – a cui ogni ristorante deve sottostare». —
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