Il Tirreno

Versilia

L’ex vicesindaco Lazzerini spiega la crisi della sinistra: ecco da dove bisogna ripartire 

Il leader comunista che dopo trent’anni resta a bordo campo

LUCA BASILE

IL PERSONAGGIODa giovanissimo consigliere di circoscrizione negli anni 80 – sponda Democrazia Proletaria – alla carica di vicesindaco durante l’ultimo anno del mandato Lombardi: Pietro Lazzerini,...

3 MINUTI DI LETTURA





IL PERSONAGGIO

Da giovanissimo consigliere di circoscrizione negli anni 80 – sponda Democrazia Proletaria – alla carica di vicesindaco durante l’ultimo anno del mandato Lombardi: Pietro Lazzerini, oggi smessi i panni da protagonista, in maggioranza o in opposizione, in ambito istituzionale, forse più di altri può bene interpretare la parabola della sinistra pietrasantina degli ultimi 35 anni. Quella parte di sinistra – ci riferiamo a Rifondazione comunista di cui Lazzerini è stato a lungo referente e realtà della stessa area politica – che dopo diversi decenni, per la prima volta, non siede più sui banchi del consiglio comunale.

«Perché i pietrasantini non ci votano più come prima? Perché, a mio avviso – fa sapere Lazzerini – la fase elettorale assorbe completamente la fase politica: oggi vanno di moda gli slogan e non la sostanza. Detto questo di errori ne abbiamo fatti anche noi, in tutti questi anni. E neppure pochi. Ma la sinistra deve fare la sinistra, ripartire dallo spirito della Casa del Popolo di Solaio: un percorso lungo, faticoso, ma inevitabile. Noi dobbiamo stare fra la gente, ascoltarla».

C’è una battaglia più di altre, che Lazzerini rivendica. «Gli atti fatti, istituzionali o meno, sarebbero tanti, ma la chiusura dell’impianto di Falascaia – che a Lazzerini anche in termini personali è costata momenti difficili alla pari di altre persone – mi riempie di orgoglio. Il sottoscritto e tante altre povere persone furono accusate e processate ingiustamente. La giustizia ci ha dato ragione, ma con queste persone nessuno si è mai scusato».

Su chi, da sindaco, ha caratterizzato più di altri, il proprio mandato, Lazzerini non ha dubbi. «Senza dubbio Rolando Cecchi Pandolfini. Il sindaco di Pietrasanta. Ma anche Domenico Lombardi. Entrambi hanno salvato, in modo e tempi diversi, la città, sempre mantenendo giusto rispetto delle istituzioni».

Un percorso politico, quello di Lazzerini, che lo ha visto spesso duellare con Massimo Mallegni, uomo forte del centrodestra per 3 volte scelto dalla città come sindaco. «Mallegni ha vinto in questi anni perché ha prodotto proiezioni di risoluzioni amministrative facendo spesso credere che si potesse fare tutto subito. Anche se poi così non è stato. Detto questo - ammette Lazzerini - gli vanno riconosciute doti politiche innegabili anche se con il sottoscritto, per la storia dei presepi nelle scuole, all’Arena di Massimo Giletti, ci ha preso 5. Quella volta vinsi io e proprio in tv dove lui è spesso protagonista, mi sembra».

Sulle priorità della Pietrasanta del domani, sul fronte della politica amministrativa, Lazzerini non ha dubbi: «L’ascolto dei cittadini, la tutela dell’ambiente, dare spazio ai giovani, il rispetto degli avversari: oggi tutto questo si è perso, purtroppo. Ricordo con piacere le lunghe notti dopo i consigli comunali dedicate a parlare con chi non la pensava politicamente come me, e mi riferisco ad esempio a Giacomo Sacchelli e Claudio Camilotto».

La chiosa è dedicata al domani. «Se tornerò in futuro con un ruolo istituzionale? Non lo so, di certo - precisa Lazzerini - la politica intesa come servizio non mi abbandonerà mai. Su questo non ho dubbi». —

LUCA BASILE

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera