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Muore dopo l’operazione: nove indagati
La vittima, una madre di 51 anni, si era sottoposta ad un intervento chirurgico per una grave scoliosi
FORTE DEI MARMI. Sono nove gli indagati per la morte prematura di Maria Luisa Boidi, la madre di 51 anni di Borgoratto Alessandrino (Alessandria) deceduta la sera del 31 ottobre poco dopo il delicato e complesso intervento di chirurgia vertebrale a cui si era sottoposta al mattino nella clinica privata San Camillo di Forte dei Marmi. Una vicenda nella quale compaiono molti lati ancora da chiarire e sui quali si spera possa fare luce l’autopsia, disposta dalla Procura di Lucca e fissata per questo pomeriggio alle ore 15 all’ospedale Versilia.
Secondo quanto ricostruito, Maria Luisa Boidi - che lascia una figlia di 15 anni - si era sottoposta all’intervento chirurgico dopo che lo specialista che l’aveva sempre seguita per una grave scoliosi era andato in pensione. Su suggerimento del suo stesso medico, la donna si era affidata al primario di un ospedale ligure a sua volta in pensione ma che continua ad operare in strutture private. Come, appunto, la clinica San Camillo di Forte dei Marmi. E insieme avevano deciso di affrontare l’intervento chirurgico che avrebbe dovuto risolvere il problema legato alla scoliosi.
La mattina del 31 ottobre, accompagnata dal marito Giuseppe D’Agostin e dalla sorella, Maria Luisa Boidi era entrata in sala operatoria. E si era sottoposta all’operazione che – vista la complessità – era andata avanti per alcune ore. Tutto, almeno secondo quanto intuito dalla famiglia, sembrava essere andato per il meglio. Tanto è vero che nel tardo pomeriggio la paziente si era risvegliata dall'anestesia ed aveva parlato sia con il marito che con la sorella.
La situazione è però precipitata intorno alle 20, quando in stanza con Maria Luisa Boidi c’era la sorella. La donna ha infatti chiuso gli occhi come se avesse nuovamente preso sonno. Ma, dopo pochi istanti, la sorella si è resa conto che aveva smesso di respirare. Inutili, a quel punto, i tentativi di rianimarla da parte di infermieri e medici del San Camillo (nella struttura non esiste un reparto di rianimazione) e inutile anche il disperato tentativo di trasferirla all’ospedale Versilia.
Di fronte alla morte improvvisa e apparentemente inspiegabile della moglie, il marito ha deciso di rivolgersi agli avvocati Agostino Goglino e Giuseppe Cormaio di Alessandria. E la Procura di Lucca ha aperto un fascicolo sulla morte della donna. Ora dovrà essere l’autopsia fissata per il pomeriggio di oggi a fare chiarezza su quanto accaduto. E stabilire se vi sono o meno responsabilità. Nel frattempo, a loro stessa tutela,, sono stati iscritti sul registro degli indagati i nomi di nove fra medici e personale ospedaliero – sei donne e tre uomini – che hanno avuto a che fare a vario titolo con il caso.
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