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Violenza sulle donne: casi in aumento del 20%
I dati del Centro antiviolenza che ha assistito anche ragazze stuprate sul lavoro L’85% dei colpevoli sono italiani, senza precedenti, senza dipendenze
Lei guarda dritto negli occhi l’operatrice del Centro antiviolenza alla quale ha appena terminato di raccontare lo stupro subito sul luogo di lavoro per opera di un manager insospettabile: «Quando leggevo di queste storie pensavo che accadessero alle altre...». Ed invece adesso è lei che deve fare i conti con l’orrore che le è passato addosso. E con tutto quello che verrà. Centoventuno le donne che nel solo 2018 si sono rivolte per la prima volta al Centro antiviolenza “L’Una per l’Altra”: più 20% rispetto al 2017, è la terribile statistica. «E sono aumentati i casi di violenza fisica e sessuale», è la fotografia consegnata ieri dalla Casa delle donne, nel corso della presentazione del lungo mese di eventi fino alla manifestazione nazionale del 24 novembre, a Roma, per celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne (25 Novembre).
Anche i casi da Codici rosa (si attiva quando la vittima passa dal Pronto soccorso) sono aumentati: «Venti nel 2018, il doppio rispetto allo scorso anno». In tredici casi è scattata l’emergenza allontanamento: «Tre nuclei familiari, donne con bambini, sono stati accolti nella casa rifugio aperta a gennaio e 4 in altre località. Per gli altri sei la collocazione delle vittime di violenza è stata scelta con soluzioni autonome trovate dalle stesse donne».
In aumento sui dati del 2017 anche le denunce formalizzate alle forze di polizia, più 3%. E crescono «i casi di violenza fisica o sessuale», raccontano le operatrici. Veri e propri stupri, consumati anche sul luogo di lavoro, quella meta tanto agognata dove poter finalmente declinare la propria vita al futuro. Un fenomeno che riguarda ragazze molto giovani, nella fascia di età tra i 18 ed i 29 anni. Mentre la violenza domestica colpisce donne tra i 40 ed i 49 anni - secondo i dati registrati del Centro antiviolenza - «perlopiù con una istruzione medio/alta, con un aumento di quelle laureate, ma per il 50% si tratta di disoccupate». Per la maggior parte chi arriva a bussare alla porta del Centro (che ha sede nella Casa delle donne in via Fratti-angolo via Marco Polo) abita a Viareggio (60%); seguono le donne dei comuni di Camaiore, Massarosa e Pietrasanta.
Gli uomini violenti sono per l’85% italiani. Dopo di loro, nella classifica di chi non conosce altro linguaggio di quello delle botte, della prepotenza, della violenza fisica e psicologica, i cittadini dell’Est Europa. Si tratta - ed è l’elemento agghiacciante - «di persone senza precedenti penali e senza dipendenze». Niente alcol, droga, gioco. Solo insospettabili violenti, protagonisti di scene alle quali mai i bambini dovrebbero assistere e che, invece, hanno visto coinvolti - come vittime di quella che viene definita “violenza assistita” - ben 68 minori solo nel 2018.
Un impegno enorme per Casa delle donne e Centro antiviolenza, sviluppato - ricorda la presidente Ersilia Raffaelli - all’interno del “Tavolo di Rete” che vede coinvolte le forze di polizia, le istituzioni, l’Azienda sanitaria con il consultorio. Per un lavoro «al centro del quale c’è la donna che subisce violenza». —
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