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Ittico, bando unico per mercato e ristorante con vista sul mare

Donatella Francesconi
Ittico, bando unico per mercato e ristorante con vista sul mare

Il vice sindaco Alberici: i pescatori possono partecipare insieme a un ristoratore L’amministrazione non ha ancora deciso se sarà dato in affitto o in concessione

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Un’associazione temporanea di impresa che veda insieme «chi si occupa di pesca, un ristoratore, chi si occupa della pesa»: è lo scenario che il vice sindaco Valter Alberici ha ipotizzato ieri, rispondendo ad una precisa domanda del capogruppo di Forza Italia Alessandro Santini, per la gestione del nuovo Mercato ittico, presentando l’atto di indirizzo per l’assegnazione della struttura che va al voto del consiglio comunale lunedì primo ottobre. Tra le certezze, quella del «bando unico per mercato, magazzini e bar/ristorante». Ristorante che diventerà, sono ancora le parole di Alberici, «il posto più bello della Versilia». Ma anche ristorante di cui molto si parla sulle banchine del porto di Viareggio fin da quando la Regione, nel 2007, finanziò l’opera che dieci anni dopo non è ancora conclusa. Perché il posto più bello della Versilia fa gola a molti e, con il passare degli anni, nella Marineria viareggina molti sono stati i cambiamenti, con l’arrivo di nuovi soggetti che non disegnano di mostrare i muscoli nel tentativo di conquistarsi una sorta di monopolio della pesca, anche costruendo alleanze.

«Vediamo un po’ se lo strumento sarà quello della concessione o quello dell’affitto. Sull’affitto non possiamo inserire gli indirizzi. Ci sta lavorando il segretario comunale ma anche un avvocato gratis, quello che ci ha fatto il bando per Caprice e Cavour: ha detto che ci dà un’occhiata». Ed allora la domanda è inevitabile: se con la formula dell’affitto l’amministrazione comunale non può dare indirizzi e la scelta non è ancora stata compiuta, qual è il senso dell’atto di indirizzo che andrà in consiglio e nel quale del ristorante niente si dice?

La domanda nasce dalla storia della vicenda mercato ittico. Era il settembre 2007 quando Niclo Vitelli, allora responsabile regionale di “Lega pesca”, spiegava al Tirreno cosa sarebbe stato il nuovo Mercato ittico: «Una struttura nuova, che accolga anche le sedi delle sei cooperative di operatori del settore, ma sia attrezzato anche per attività di degustazione del prodotto e annessi progetti di educazione e informazione sul pesce, le sue qualità, i modi di gustarlo. Il lavoro da fare, a partire da subito, è quello di definire le strade operative per realizzare la struttura. Tenendo conto delle esigenze dei pescatori. Ribadisco che l'ipotesi è quella di un centro di degustazione».

In dieci anni di scenari ne sono cambiati, ma nel 2013 era la voce dell’europarlamentare del Pd, Guido Milana, a difendere le richieste della Marineria viareggina in materia di nuovo Ittico: «Dire che non si può affidare in maniera diretta l’Ittico è una panzana. Si fa una procedura pubblica aperta alle organizzazioni di produttori, e...quante ce ne sono a Viareggio? Una. Punto». Nello stesso periodo era ancora Vitelli a ricordare: «Il secondo piano del mercato - la degustazione - era ed è strettamente legato alla commercializzazione. Senza gli introiti di quel tipo il mercato non è gestibile in attivo».

Oggi lo scenario sembra essere decisamente diverso: «Non si può dire che ci piacerebbe fossero viareggini o locali. Se viene uno di Genova può partecipare», è stata l’affermazione del vice sindaco ieri in commissione. —



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