Il presidio
Il procuratore Origlio chiede 11 anni di pena per Vincenzo Saetta
Processo d’appello per usura ed estorsione in Versilia Per Alessandro Discetti la richiesta di condanna è 8 anni
VIAREGGIO. Il procuratore generale della Corte d’Appello di Firenze Fabio Origlio ha chiesto undici anni di carcere per Vincenzo Saetta, tornato alla sbarra per la vicenda su usura ed estorsione in Versilia. L’altra richiesta di condanna più pesante, in un processo-bis che vede numerosi imputati già condannati in primo grado, è nei confronti di Alessandro Discetti, considerato dagli inquirenti il braccio destro di Saetta: il procuratore Origlio ha chiesto otto anni di carcere.
Si tratta di richiesta di condanna inferiori al verdetto di primo grado: nel 2015 il tribunale di Lucca, infatti, aveva inflitto sedici anni di carcere a Saetta e dodici a Discetti. Ma lo stesso Origlio, che ai tempi rappresentava la Procura di Lucca, aveva fatto richieste di pena più miti: nove anni per Saetta e sei per Discetti. In questo senso il magistrato, che ha chiesto la conferma dell’impianto accusatorio già riconosciuto valido dal tribunale di primo grado, non si discosta da quella linea. Ora toccherà alla Corte d’Appello decidere se accogliere queste richiesta di condanna: la prossima udienza è prevista il 26 febbraio.
Secondo gli inquirenti, Vincenzo Saetta sarebbe stato a capo di un’associazione a delinquere che per cinque anni (dal 2003 all’inizio del 2008) ha prestato a diciassette persone circa due milioni di euro complessivi, con tassi d’interesse usurari. Le vittime, tra cui medici, imprenditori e anche casalinghe, avrebbero dovuto scontare interessi dal 200 al 500% sulle somme prestate. Ma in alcuni casi – secondo l’accusa – si sarebbe sfiorato il 10.000% di interesse annuo. Col risultato che un debito originario di 150.000 euro poteva salire velocemente fino al milione. E quando le somme non venivano restituite, sarebbe scattato il recupero crediti con minacce e intimidazioni. Anche tramite pistole. Da qui l’ulteriore imputazione di estorsione.
Ora non resta che attendere il verdetto della Corte d’Appello. Saetta è difeso dagli avvocati Eriberto Rosso e Manuele Ciappi, mentre Discetti è tutelato da Massimo Landi.
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