Si riaccende la torba Arpat fa analisi sull’aria
Il sindaco di Massarosa emette un’ordinanza per l’allagamento dei campi Arrivano tecnici da Firenze per riscontrare pericoli alla salute provocati dal fumo
MASSAROSA
Ancora fuoco, ancora fumo, ancora cattivi odori. Non bastava l’incendio alla torba a Bozzano, anche quello di Botolo si è riacceso durante la notte tra mercoledì e giovedì e il problema dei cattivi odori si ripropone, senza alcuna sosta, sulla zona sud della Versilia. Però adesso l’Arpat valuterà che tipo di danni può causare quest’aria che i cittadini respirano ormai da settimane, forse mesi: i tecnici sono sul posto a fare le analisi.
La storia infinita. Solo che di fantastico come nel libro di Michael Ende non c’è davvero niente e i cittadini sono condannati a dover subire le maleodoranze notturne soprattutto a Viareggio dato che il vento sembra deciso a trasportare nuovamente il fumo in direzione del centro abitato.
Il sindaco di Massarosa, Franco Mungai, lo aveva preannunciato nei giorni scorsi: «Saranno giorni difficili perché la torba è difficile da spegnere e continueremo ad avere disagi».
Niente faceva pensare che quella del primo cittadino fosse a tutti gli effetti una profezia: l’incendio di Botolo sui campi della Massarosa Golf sembrava definitivamente estinto la settimana scorsa. Il fumo era cessato dopo gli allagamenti ordinati dal sindaco e fatti in collaborazione con il Consorzio di Bonifica. Proprio per questo le forze si erano concentrate principalmente sulla zona di Bozzano dove un feroce incendio ha distrutto nella notte tra martedì e mercoledì ben 15 ettari di terreno, torba compresa. Il bilancio era di diverse bilance e ricoveri dei barchini distrutti. Anche in quel caso il problema non si concentra sul rogo ma sulla torba che per tutta la giornata di mercoledì aveva continuato a buttare un denso fumo dal padule. Intervenuti anche i canadair con 38 passaggi per poi tornare sui monti pisani.
Mungai ha deciso quindi di affrontare l’emergenza ordinando di nuovo alla società proprietaria dei campi di Botolo di inondare l’area andata a fuoco. Il Comune però ancora non ha trovato i proprietari degli altri terreni e il Comitato per l’aria pulita chiede che venga comunque fatto l’allagamento e poi venga messo in conto ai titolari. Ma ci vorrà comunque tempo perché la torba non si spegne subito, lo dimostra Botolo, continua a bruciare latente nel sottosuolo come un tizzone: il fuoco rimane nascosto fino al momento in cui trova ossigeno dalla superficie. A quel punto riparte con intensità mandando a fuoco tutto quello che incontra. E il problema principale, come detto, è l’odore di materiale in semi-decomposizione che arde.
Dopo numerose sollecitazioni, l’ultima via posta certificata nella serata di mercoledì da parte di Mungai, sono arrivati anche da Firenze i tecnici di Arpat che hanno cominciato la propria campagna di campionamenti nei luoghi dell’incendio. Diversamente da quanto annunciato, i tecnici hanno portato la strumentazione necessaria per controllare i materiali che sono stati liberati in aria dalle fiamme e, in caso, quali pericoli si possa correre nel respirare quel fumo.
«È in corso a Massarosa il campionamento con la pompa a volume dell’aria dove è ripresa la combustione - fanno sapere dall’agenzia regionale per l’ambiente - I campioni saranno poi trasferiti al laboratorio per la determinazione analitica che richiederà alcuni giorni (almeno 5 giorni, trattandosi di analisi piuttosto complesse di sostanze a bassissima concentrazione)». —
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