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Sempre più amata la Casa della Memoria di Filadelfo Simi
STAZZEMATerza estate di esposizioni alla Casa Museo di Filadelfo Simi a Stazzema. Grazie alle visite su appuntamento, e a due giornate evento, l’afflusso di visitatori è stato più che positivo per i...
STAZZEMA
Terza estate di esposizioni alla Casa Museo di Filadelfo Simi a Stazzema. Grazie alle visite su appuntamento, e a due giornate evento, l’afflusso di visitatori è stato più che positivo per i gestori e proprietari dell’immobile. La casa è stata acquistata qualche anno fa dal dottor Maruizio Bertellotti e dall’imprenditore della Pietra del Cardoso Moreno Gherardi, ristrutturata, e resa accessibile al pubblico insieme ai dipinti del pittore stazzemese. «Anche se lo studio non era accessibile con un orario regolare siamo contenti - dice Bertellotti - in particolare grazie a Ferragosto, in cui siamo rimasti aperti tutto il giorno, come la giornata dei Bioeroi in festa, c’è stata l’opportunità di far vedere la casa di Simi (che già di per sé è un’opera d’arte visto che è stata progettata da lui) a tante persone. Oltre all’edificio, si espongono disegni preparatori e alcuni quadri».
Lo studio, dopo la restaurazione e apertura al pubblico, ha avuto subito il privilegio di essere inserito nel circuito nazionale delle Case delle Memoria, insieme ad altre – poche - esclusive case museo. Ricordiamo quella di Dante, Petrarca, Leonardo da Vinci, Carducci, Pascoli e Giacomo Puccini.
Simi – nato a Levigliani nel 1849 – in quello studio, che si trova in località Scala, «ha realizzato disegni preparatori di opere importanti come Le Parche, La filatrice, Ragazza in giallo, Lezione di calza, La famiglia in villeggiatura, e tanti bozzetti. I disegni preparatori di Preghiera della sera furono invece elaborati nell’aia del Bertellotti, poco lontana».
In totale, quando la studio è aperto al pubblico, si rende visibile un archivio di 250 bozzetti e alcun dipinti di Filadelfo Simi. C’è già un progetto per l’anno prossimo: riprodurre su plexiglass 5 opere che il Simi ha preparato proprio a Scala, e installarle nei luoghi in cui si riconoscono gli sfondi del paesaggio. Saranno installate sul percorso – 200 metri - che dalla strada provinciale porta al museo. È la mulattiera che collegava il paese di Mulina con Stazzema e sulla quale Filadelfo aveva costruito il suo nido stazzemese, frequentato anche da altri pittori come Telemaco Signorini o Pietro Annigoni. — T.B.G.
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