Il Tirreno

Versilia

delitto della darsena 

Uccise il fratello, condanna definitiva a 13 anni

Matteo Tuccini
Uccise il fratello, condanna definitiva a 13 anni

La Corte di Cassazione conferma la pena decisa dai giudici d’appello. Nicola Guidotti resta in carcere a Volterra

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. I giudici della Corte di Cassazione hanno messo la parola fine, almeno dal punto di vista giudiziario, sul delitto del Mezzo Marinaio: Nicola Guidotti, il ristoratore che uccise con quattro colpi di pistola il 51enne fratello Mario Guidotti nel 2015, dovrà scontare una pena di 13 anni di carcere. Il verdetto della Cassazione è uscito alcuni giorni fa, ma è emerso soltanto ieri.

Nicola Guidotti, 62 anni, resta quindi in carcere a Volterra (Pisa): c’era tornato nel febbraio scorso, perché aveva violato gli arresti domiciliari per andare a trovare un amico. Ora la pena, come si dice in gergo, è diventata esecutiva. Tra l’altro Guidotti in parte l’ha già scontata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.16016413:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2017/10/20/news/condanna-piu-mite-per-nicola-guidotti-1.16016413]]
L’omicidio del Mezzo Marinaio è stato il fatto di cronaca che ha colpito di più l’immaginario dei viareggini negli ultimi anni. Perché i protagonisti sono viareggini nell’anima e nel modo di fare. A volte burbero, a volte rissoso e sconclusionato. Ma capace di fare pace davanti a una birra e di stringersi la mano.

Non finì così quel pomeriggio del 20 giugno 2015. Nessuno dimenticherà mai il corpo di Mario steso sull’asfalto della Darsena, accanto alla Vespina che aveva inforcato per ripartire dopo l’ennesima lite con il fratello Nicola al loro ristorante, il Mezzo Marinaio. Si erano appena sentiti al telefono: uno scambio di fuoco, non il primo ma purtroppo l’ultimo. Mario era il fratello minore e Nicola si sentiva come un padre che doveva rimettere ordine nella vita del figlio discolo. Ma quell’ordine non lo si trovava mai, neppure nei rapporti tra fratelli. Nicola prese la pistola e fece fuoco, uccidendo Mario sul colpo. Poi si consegnò alla polizia.

In primo grado la Corte d’Assise di Lucca lo aveva condannato a 15 anni e 4 mesi di carcere: influì la scelta del rito abbreviato, che velocizza i tempi ma soprattutto riduce la pena prevista, e il fatto che i giudici non ritennero l’omicidio frutto della premeditazione. In appello la pena fu ridotta di 2 anni e 4 mesi, rendendola quindi pari a 13 anni di carcere. Un verdetto confermato dalla Cassazione nel terzo, e definitivo, grado di giudizio. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani