Il Tirreno

Versilia

violenza sulle donne 

Picchiata ed umiliata davanti ai figli piccoli

Donatella Francesconi
Picchiata ed umiliata davanti ai figli piccoli

L’intervento dei carabinieri ha indotto la donna a sporgere denuncia Ed è stata trasferita con i bambini in un luogo protetto e segreto

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VIAREGGIO. Lei alla fine ha deciso. La paura e l’angoscia negli occhi dei suoi figli le hanno fatto dire basta, di fronte all’ennesima giornata di botte, minacce, umiliazioni. Una violenza fisica, ma anche - e forse soprattutto - psicologica. Quotidiana. All’interno di un contesto familiare nel quale niente sembra mancare. Se non la serenità. E l’equilibrio di un uomo, di un padre. Con i piccoli seriamente provati dalle scene alle quali si ritrovavano ad assistere.

Accade in Versilia, come nel resto d’Italia, cronaca dopo cronaca. Ma questa volta la donna che ha trovato il coraggio di dire “no” non si è ritrovata sola, ancora una volta a tu per tu con il suo persecutore, senza via d’uscita. L’intervento dei carabinieri della Compagnia di Viareggio le ha dato forza e garantito una soluzione: lei ed i figli sono stati accolti in un luogo protetto e segreto, dove poter trovare un po’ di pace dalla bufera che la vita ha fin qui riservato loro.

Una porta che si è aperta su un futuro diverso, possibile perché la donna ha deciso di sporgere denuncia per maltrattamenti nei confronti del padre dei suoi figli. Un passaggio sempre possibile là dove vi sia violenza in famiglia, di qualsiasi tipo sia. Il primo, fondamentale passo, per riprendere in mano la propria vita, anche quando sembra che un futuro diverso fuori dalle quattro mura tra le quali la violenza si consuma non sia per niente possibile.

L’intervento dei militari dell’Arma era stato preceduto da due passaggi dei mezzi di soccorso inviati dalla Centrale del 118 all’abitazione nella quale la coppia vive insieme ai propri figli. Lei picchiata, minacciata, umiliata davanti a loro, piccoli ed impotenti, e non era la prima volta che questo accadeva, in un crescendo di violenza che avrebbe potuto portare al peggio. Con lui in preda a comportamenti ai quali non era più in grado di porre rimedio.

Non c’era dunque tempo da perdere. Una volta messa sul tavolo la denuncia, per la donna ed i figli minori si è messa in moto la rete di protezione che in Versilia funziona bene da tempo. E che vede i carabinieri da sempre particolarmente attenti e preparati su questo tipo di interventi che richiedono un tipo di azione e di linguaggio decisamente diversi da quelli utilizzati per tutte le altre operazioni dell’Arma.

Certo, come sempre in vicende di questo tipo, è solo l’inizio. Per lei saranno giorni in cui iniziare a mettere insieme i pezzi, a partire da tutte le scelte materiali che devono essere fatte soprattutto per la vita quotidiana dei bambini e per un recupero della loro tranquillità. Poi ci saranno i passaggi legali. E non è detto che il protagonista maschile di questa storia si “arrenda” e di fronte alla denuncia inizi anche lui un proprio percorso per uscire dall’inferno che ha creato.

Ma è comunque un nuovo inizio, senza violenza. Ed è già aver messo la testa fuori dall’acqua. Da lì in poi non si è più sole. E non si è più deboli. —


 

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