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Ecco come partecipare al bando per cambiare volto al Piazzone

Donatella Francesconi
Ecco come partecipare al bando per cambiare volto al Piazzone

Chi presenterà idee all’amministrazione comunale dovrà produrre un progetto di fattibilità, un piano economico-finanziario, una fidejussione

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Un Progetto di fattibilità dell’intervento proposto «comprensivo delle opere e degli interventi che si intendono realizzare e dei servizi che vi sono connessi». È il primo documento che chi si candida a presentare idee e offerte per la riqualificazione deve fare arrivare all’amministrazione comunale entro i prossimi 30 giorni. Il progetto - si legge nel bando - dovrà indicare le caratteristiche dimensionali, tipologiche, funzionali e tecnologiche dei lavori da realizzare, nonché la specificazione delle caratteristiche dei servizi e della gestione che il concorrente intende svolgere coerentemente con gli usi consentiti e con i vincoli insistenti. Il progetto dovrà indicare, in particolare, la tipologia di attività che si intendono organizzare, sviluppare ed esercitare, le caratteristiche e le modalità di svolgimento, i servizi, i risultati attesi per quanto concerne particolarmente le ricadute degli investimenti sul piano occupazionale e sullo sviluppo locale».

Un bel lavoro, non c’è che dire, in un solo mese e per di più il mese del rientro dalle ferie estive. Ma è anche vero che il sindaco Giorgio Del Ghingaro non ha fatto mistero del fatto che «molte aziende di caratura nazionale si sono fatte avanti in questi mese» e che un progetto di massima era già stato presentato, nell’estate 2017, dal vice sindaco Valter Alberici ai rappresentanti delle associazioni di categoria.

Il secondo requisito previsto dal bando è la «bozza di convenzione, contenente la regolamentazione di tutti gli aspetti relativi alla gestione delle opere esistenti e di quelle realizzate ex novo anche con riferimento ai servizi connessi». Bozza di convenzione che dovrà contenere «la qualità dei servizi, la regolamentazione nel tempo dei rapporti tra concedente e concessionario, la retrocessione dei beni, delle strutture e degli impianti alla scadenza della convenzione».

Da ultimo, ma certo non per importanza, il «Piano economico-finanziario dell’intervento proposto, asseverato dai soggetti indicati dall'articolo 183, comma 9, Decreto legislativo 50/2016». Asseverazione che «consisterà nella valutazione degli elementi economici e finanziari, quali costi e ricavi del progetto, e composizione delle fonti di finanziamento, e nella verifica della capacità del piano di generare flussi positivi di cassa e della congruenza dei dati con la bozza di convenzione

Chi si farà avanti formalizzano una proposta dovrà depositare anche una «garanzia provvisoria di cui pari al 2% del valore dell'investimento, da prestarsi sotto forma di cauzione o fideiussione. Cauzione che «può essere costituita, a scelta dell'offerente, in contanti o in titoli del debito pubblico garantiti dallo Stato al corso del giorno del deposito, presso una sezione di tesoreria provinciale o presso le aziende autorizzate, a titolo di pegno a favore dell'amministrazione aggiudicatrice». La garanzia deve avere efficacia «per almeno centottanta giorni dalla data di presentazione dell'offerta».

Le manifestazioni di interesse saranno valutate da una «commissione giudicatrice che sarà appositamente nominata dall’amministrazione, nel giorno fissato per l’apertura dei plichi, che verrà tempestivamente comunicato mediante avviso pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente. —



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