Il presidio
Scattano i sigilli alla pagoda del Twiga
Dopo l’ordine di demolizione del Comune, interviene la procura. Santanchè insiste: di manufatti così ce ne sono tantissimi
PIETRASANTA
La pagoda del Twiga finisce sotto sequestro: ieri mattina, gli uomini della Capitaneria di Porto, dando seguito a un provvedimento della Procura di Lucca, hanno infatti posto i sigilli al manufatto vista mare dello stabilimento balneare. Il reato contestato? Innovazioni non autorizzate su area demaniale. La Procura contesta l’infrazione dell’articolo 1.161 del codice di navigazione: contestazione che ha, ovviamente, un profilo penale. Fine, dunque, della querelle in salsa di salmastro consumata a colpi di video-social, segnalazioni a mezzo stampa e polemiche politiche? Non proprio: il Twiga ha già presentato un’istanza di dissequestro mentre la Capitaneria resta in attesa delle prossime indicazioni da parte del magistrato.
Il 23 agosto scorso l’Ufficio demanio comunale aveva firmato un’ordinanza di demolizione, entro 60 giorni, della pagoda dopo che nel giugno scorso la polizia municipale aveva verbalizzato la presenza del manufatto – una trentina di metri quadri di una struttura in legno con in dote elettricità, pedana in legno, wi fi e una copertura in pagliericcio – con annesso avvio di procedimento. A rendere la vicenda di dominio pubblico le parole, e le critiche , del capogruppo consiliare del Pd, Ettore Neri.
«Io sono nata per combattere e combatterò anche questa volta - è stata la replica ai microfoni di Rai 3 di Daniela Santanchè, socia di minoranza del Twiga, con Flavio Briatore che ne detiene, come noto, la maggioranza - basta farsi una passeggiata sulla spiaggia in direzione di Viareggio e vedrete che di manufatti come il nostro ce ne sono tantissimi. Ci hanno messo questi bei sigilli in modo che tutti possano vedere lo scandalo. Pazienza, come ho detto sono pronta a combattere».
Perplesso il sindaco Alberto Giovannetti. «Questa storia dei sigilli mi sembra esagerata. C’era già un’ordinanza di demolizione, i nostri uffici hanno accertato un abuso e, nei tempi previsti, hanno agito di conseguenza. Come giusto e doveroso che fosse. Come già si stanno muovendo su altri fronti, in spiaggia e non. Vedremo se metteranno i sigilli anche in altre situazioni di abusi accertati. Cosa penso del Twiga e della Santanchè? Meriterebbero una medaglia per avere proposto qualcosa di innovativo che porterà il Comune e i balneari a cominciare a guardare la spiaggia in modo diverso. Ovvio la medaglia non sarebbe per l'abuso, vero o presunto, ma per un'idea che trovo gradevole e interessante».
«La legge è legge - scrive Nicola Conti, Pd - se non avessimo posto i riflettori su questa storia, forse sarebbe stata rimossa a ottobre e magari riproposta il prossimo anno: ora da questo punto di vista la vedo dura. Il sindaco in questa vicenda si è dimostrato impreparato e inadeguato al ruolo». —
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