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Il preside-fotografo che affascinò Kemp «Indimenticabile»
Il ricordo di Renzo Belli, autore di una personale sull’artista «Il più grande rimpianto è non aver potuto cenare con lui»
viareggio
Quando l’aveva visto percorrere, un po’ claudicante, il viale d’ingresso al foyer del Gran Teatro “Puccini” di Torre del Lago Renzo Belli – l’ex preside-fotografo viareggino che negli anni Ottanta l’ha seguito negli spettacoli in tutta la provincia – non ce l’aveva fatta: gli era corso incontro, abbracciandolo con la deferenza di un fan e al tempo stesso con la trepidazione di chi non aspettava altra occasione da più di vent’anni.
Era stato ricevuto così lo scorso 9 luglio il grande coreografo, attore e mimo inglese Lindsay Kemp, giunto in Versilia in via del tutto eccezionale per assistere all’inaugurazione della mostra fotografica di Belli a Torre del Lago. Una personale dal titolo “Rivelazioni” che dedicava un settore intero agli scatti d’epoca eseguiti durante i suoi spettacoli in Versiliana e in giro per il territorio della Lucchesia.
«Ho smantellato la mostra solo pochi giorni fa – racconta Belli – e ora a rivedere quelle foto non posso che stare male al pensiero che Lindsay non ci sia più». L’incontro tra Belli e Kemp fu il coronamento di un sogno per l’ex preside viareggino. «È stato meraviglioso averlo a fianco, camminare tra i miei scatti insieme a lui – ricorda Belli – era molto affascinato dalle foto che lo ritraevano durante la sua piece “Onnagata”, anche se la maggior parte ovviamente erano tratte da “Flowers” che ancora oggi rimane uno dei miei spettacoli teatrali preferiti. Il momento di quel giorno che ricordo con maggiore piacere? Fu dopo che la ressa iniziale si fu placata – racconta il fotografo – Kemp mi chiese di visitare il resto dell’esposizione e lo accompagnai tenendolo a braccetto: fu allora che mi fece un complimento che non scorderò mai, dicendomi che riuscivo a catturare l’anima dei soggetti che avevo fotografato».
A Belli rimane un unico rimpianto, giunto a galla proprio all’apprendere della morte del coreografo inglese. «Non aver avuto l’occasione di cenare con lui – rivela il viareggino – dovette tornare a Livorno e non insistetti. Oggi mi viene un groppo alla gola al solo ripensarci». —
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