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Fuori uso la cucina che prepara il cibo per i bimbi degli asili
Si estendono i disagi a causa dell’allarme amianto scoppiato allo Scubidù Il Comune cerca una soluzione alternativa per le mense e per i piccoli del nido
PIETRASANTA
Un asilo che resterà chiuso, nella più ottimistica delle ipotesi, per alcune settimane, lo Scubidù di Città Giardino, dopo l’allarme amianto lanciato dal Comune. In attesa che l’Asl – che nei giorni scorsi aveva sospeso i lavori in corso all’interno dello stesso nido – faccia chiarezza sulla presenza di fibre di eternit nella colla della pavimentazione, cinquanta famiglie si ritrovano dunque a gestire i disagi innescati da una problematica dai contorni ancora da definire. E mentre l’amministrazione comunale sta mettendo a punto un piano per garantire il servizio ai piccoli utenti dello Scubidù già dal 3 settembre ospitandoli in un altro asilo, c’è un’altra emergenza da risolvere.
All’interno dello stesso Scubidù è infatti presente la cucina che prepara i pasti per tutti i quattro asili del comprensorio pietrasantino. Cucina che, in attesa del pronunciamento di Asl e della probabile bonifica, resterà ovviamente chiusa. I, circa, 150 pasti al giorno per gli asili – oltre allo Scubidù ci sono Aquilone, Vallecchia e Bambi – quanto meno in questa fase, saranno preparati nel centro cottura di Strettoia fatta eccezione per una decina di lattanti per i quali la normativa impone la preparazione del cibo all’interno del nido che i piccoli frequentano.
L’amministrazione «Stiamo lavorando con Compass e l’ufficio scuola per evitare disagi alle famiglie e trovare soluzioni alternative per garantire appunto il servizio già dal 3 settembre. Senza quindi posticipare l’ingresso dei bambini. Giovedi scorso – spiega l’assessore alla pubblica istruzione Francesca Bresciani – ho incontrato il responsabile della cooperativa Compass che gestisce i nostri asili e insieme abbiamo ipotizzato alcune soluzioni per ricollocare i bambini da subito. Lunedì prossimo ci rivedremo, dopo le valutazioni anche da parte dell’ufficio scuola e della cooperativa. Solo dopo questo passaggio incontreremo i genitori per dare loro ogni informazione. Forniremo alle famiglie tutta l’assistenza necessaria. Ovviamente per mia parte sono a disposizione dei genitori sin da subito». L’ipotesi è accogliere i bambini in uno degli asili oggi non più utilizzati fino a quando non sarà autorizzata la riapertura dello Scubidù.
Nel frattempo si impenna lo share della polemica politica: le critiche di Pd, Insieme per Pietrasanta e Siamo Pietrasanta vengono rigettate da Matteo Marcucci, capogruppo di Pietrasanta prima di tutto. «Nemmeno il tempo di avere il quadro chiaro, vista la contingenza, che la minoranza – dice Marcucci – è già ad azzannare l’amministrazione. Lo aveva già fatto per l’incendio di Pontenuovo, lo sta facendo ora per l’asilo. L’amministrazione sta prendendo tutte le dovute contromisure e farà tutto quello che c’è da fare per riconsegnare un plesso sicuro ed accogliente. Lo sciacallaggio lo lasciamo alla minoranza. Se oggi ci fossero state proprio le minoranze al nostro posto si sarebbero trovati nella stessa esatta posizione. Con un plesso chiuso a causa della presenza, seppure modesta di fibre di amianto per altro incapsulate nella colla del pavimento, e con una situazione da gestire dovuta da un lato al disagio per le famiglie e dall’altro per i tempi di riapertura. Noi stiamo lavorando per risolvere questi disagi». —
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