Il Tirreno

Versilia

Parla Barberi, il presidente dei concessionari 

«La Bolkestein spinge i balneari storici a mollare»

ANGELO PETRI

L’ANALISINonostante la Bolkestein diversi bagni stanno cambiando proprietà, altri sono in offerta in agenzia e su internet. Il mercato quindi è vivace. Forse che i nuovi imprenditori non temono le...

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L’ANALISI

Nonostante la Bolkestein diversi bagni stanno cambiando proprietà, altri sono in offerta in agenzia e su internet. Il mercato quindi è vivace. Forse che i nuovi imprenditori non temono le aste e i problemi legislativi della discussa Direttiva europea? «Il problema è complesso - spiega Martino Barberi, presidente dei balneari fortemarmini - perché, prima di tutto, c’è una perdurante situazione di incertezza che ha logorato, anzi dilaniato, le aspettative e i dubbi dei balneari tradizionali che, finora, di generazione in generazione hanno gestito i nostri bagni. Il non sapere che fine faranno queste imprese, tirate su a suon di sacrifici, ha condotto tante famiglie che da decenni operano nell’ospitalità turistico-balneare a ripensare il proprio futuro».

«Chi compra, d’altro canto, ha i mezzi finanziari e non teme il futuro: intanto si garantirà con l’atto formale almeno una gestione per i prossimi vent’anni, e poi si vedrà. Lo stillicidio delle notizie oggi positive, domani negative, e così via, logora, invece, certamente di più le nostre gestioni storiche, che in questi anni sono anche alla prova di un vasto cambio generazionale tuttora in atto, che induce tanti dubbi sul futuro dell’impresa e porta in molti casi a queste svolte».

I bagni sono sempre passati di mano però... «Certo, anche in passato il mercato è sempre stato attivo - continua Barberi - ma la differenza è che fino a qualche anno fa, a fronte di una perdurante situazione di incertezza che ha logorato le famiglie storiche che operano sulla spiaggia, arrivavano nuove gestioni legate al territorio. Oggi, invece, arrivano imprenditori forestieri e da altri settori. Una situazione che non può non porre interrogativi - e non è certo un giudizio sui singoli casi - ma pone domande serissime su quale sarà il futuro della gestione degli stabilimenti e se, e quanto, sarà nel solco della tradizione centenaria del Forte. Con l’imprenditoria multisettore arrivano le esigenze di bilancio che spesso prevalgono sullo spirito di mantenimento di buone abitudini e tradizioni. E tutto questo rappresenta una preoccupazione non da poco». — A.P.

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