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Le associazioni sotto sfratto: restiamo nel mercato
“Il Grano” e “Mangi chi ha fame” pronte a occupare se non avranno un posto dove continuare ad aiutare gli altri
PIETRASANTA
In attesa di capire se e quando verrà dato il via ai lavori al museo Mitoraj, oggi sotto il tiro incrociato di ricorsi, richieste danni e indagini, lo spazio chiamato ad ospitarlo langue in un preoccupante stato di abbandono. Ci riferiamo al mercato comunale di via Oberdan dove a parte l’azione meritoria di due associazioni, come Il Grano e Il Mangi chi ha fame, che hanno le rispettive sedi all’interno della struttura in questione e che consegnano pacchi alimentari ad oltre 150 famiglie, pietrasantine e non, il resto sfiorisce nella più completa indifferenza. Associazioni che però il prossimo 31 agosto dovranno lasciare libere le stanze oggi in uso perché il Comune, proprio in ottica della realizzazione del museo, vuole la completa disponibilità dell’area.
«Ma noi non ce ne andremo: siamo pronti ad occupare pacificamente la nostra sede per continuare a garantire il giusto supporto a chi ha bisogno» fanno sapere dal Mangi chi ha fame. Pensiero condiviso dai referenti de Il Grano. «Lasciare per andare dove? Molte famiglie necessitano del nostro aiuto: se intendono sfrattarci ci garantiscano una stanza alternativa per continuare ad aiutare queste persone».
C’è un altro aspetto, in tutta questa vicenda, che amareggia e dovrebbe fare riflettere: l’area sottostante il mercato è un ricettacolo di rifiuti di vario genere che vanno ad accumularsi giorno dopo giorno. Con alcuni angoli probabilmente usati da taluni anche come dormitorio di fortuna. Così come qualche punto di domanda si pone per il mercato vero e proprio, quello che in passato, prima del declino, accoglieva un discreto numero di attività: un lavandino, ad esempio, è stato letteralmente smurato così come qualcuno ha messo mano a dei rubinetti. E ancora: che fine hanno fatto i vari banconi utilizzati per esporre, sempre in passato, i diversi prodotti alimentari? Urgono risposte. Soprattutto urge dare dignità, nell’attesa che si definisca il domani del museo, a tutta l’area del mercato comunale. —
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