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L’ex segretario dei giovani dem rimasto ferito a Bucarest
VIAREGGIO«Lanciavano lacrimogeni con sali e peperoncino. Non si vedeva niente, non si respirava. Sembrava di essere in guerra». Marc Filiuta, 23 anni, nato in Bulgaria ma residente in Versilia dall’et...
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«Lanciavano lacrimogeni con sali e peperoncino. Non si vedeva niente, non si respirava. Sembrava di essere in guerra». Marc Filiuta, 23 anni, nato in Bulgaria ma residente in Versilia dall’età di 6 anni dove è stato segretario dei giovani democratici, parla da Bucarest, in Romania, dove da venerdì sono in corso proteste contro il governo socialdemocratico considerato corrotto. La depenalizzazione del reato di corruzione e il licenziamento da parte dell’esecutivo della procuratrice Laura Codruta Kovesi, simbolo della lotta alle tangenti, è stato percepito come la volontà della classe politica di proteggersi dalle indagini. La protesta ha richiamato decine di migliaia rumeni residenti all’estero grazie a un tam tam su Facebook. Venerdì sera, davanti al palazzo del governo, si sono ritrovate circa 50mila persone, ma quella che è nata come una protesta pacifica si è trasformata in una guerriglia urbana. Il sospetto è che si siano infiltrati degli hooligans filo-governativi che avrebbe scatenato il caos. Sono iniziati i disordini, il lancio di bottiglie e oggetti contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni, idranti e manganelli.
Lì in mezzo c’era anche l’ex coordinatore dei giovani democratici. «Siamo tornati nella piazza alle due di notte, dopo che i militari ci avevano fatto disperdere con i getti d’acqua – racconta al telefono – ed è lì che ci hanno manganellato. Io, quando ho visto che mi stavano venendo incontro, mi sono seduto a terra, di spalle, con le braccia in alto. Ma a lori non è bastato. Mi hanno manganellato in faccia, perdevo sangue. Ci sono tantissimi feriti».
Sono più di quattrocento le persone rimaste ferite nel corso degli scontri di venerdì sera. Ieri sera i manifestanti sono tornati in piazza, disposti a tante altre notti insonni. «È un governo chiaramente corrotto, che vuole togliere poteri al presidente, per prendere una deriva autoritaria. È un nostro dovere protestare». —
M.C.
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