Il Tirreno

Versilia

elezioni europee del 1999

Scontro tra Comune e ministero dell’Interno per i rimborsi elettorali

Melania Carnevali

La prefettura non ha restituito all’ente parte delle spese Il Tar le ha dato ragione: l’ente ha usato personale esterno

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La normativa sullo svolgimento delle consultazioni elettorali è chiara: il Comune ci mette spazi, tempo e personale, lo Stato paga. Eppure c’è (almeno) un Comune a cui è toccato pagare (parte) delle spese per elezioni che nemmeno erano comunali. Questo Comune è Camaiore, che nel 2011 ha fatto ricorso al Tar contro il ministero dell’Interno e la prefettura di Lucca per chiedere un rimborso che probabilmente non vedrà mai. Quello relativo alle elezioni europee del 1999. Il tribunale amministrativo del Lazio ha adesso respinto la domanda sostenendo che, avendo il Comune disatteso le indicazioni della prefettura, non ha diritto al rimborso.



In occasione delle elezioni per il parlamento europeo che si sono svolte il 13 giugno del ’99, il Comune ha «posto in essere tutti gli adempimenti necessari», dice il Tar, per garantirne appunto lo svolgimento, effettuando spese per un totale di oltre 221 mila euro. La prefettura, però, l’anno successivo, lo ammette al rimborso di solo poco più di 189mila euro. Non gli riconosce il rimborso dell’importo impiegato dal Comune per il pagamento delle persone incaricate della consegna dei certificati elettorali «a causa del ricorso a modalità diverse da quelle previamente indicate nella circolare del ministero dell’Interno».



La prefettura, riprendendo la circolare del Viminale, aveva stabilito che i Comuni dovessero utilizzare il personale in servizio. Nel caso in cui ciò non fosse stato possibile, avrebbero dovuto stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato. «In tal modo – dice il Tar del Lazio – data la delicatezza dell’attività in parola e considerata la necessità di riconoscere in capo ai Comuni la loro responsabilità giuridica ed economica e di garantire pienamente il lavoratore soprattutto sotto il profilo previdenziale ed assicurativo contro gli infortuni sul lavoro, si è assicurato che le operazioni fossero eseguite dal personale proprio del Comune, anche eventualmente a tempo determinato».



Il Comune di Camaiore (all’epoca era sindaco Cristiano Ceragioli, di centrosinistra), invece, aveva selezionato persone esterne da una apposita graduatoria. In questo modo, dice il tribunale amministrativo, ha «disatteso le prescrizioni dettate in proposito dall’amministrazione dell’interno a cui rispetto era vincolato». Ne deriva, continua la sentenza del Tar firmata dal magistrato Germana Panzironi «che correttamente le spese sostenute dall’ente per l’attività di consegna delle schede elettorali non sono state rimborsate dalla prefettura di Lucca». Una cifra che si aggira intorno ai 30mila euro. —



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