Il Tirreno

Versilia

rogo alla ferredil cerù 

L’appello del sindaco «Bisogna ampliare il raggio delle analisi»

Luca Basile

PIETRASANTAI campionamenti «vanno estesi anche ad altre zone del territorio. Il raggio di 700 metri, a mio avviso, non è sufficiente per avere un quadro definitivo e rassicurante della situazione»....

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PIETRASANTA

I campionamenti «vanno estesi anche ad altre zone del territorio. Il raggio di 700 metri, a mio avviso, non è sufficiente per avere un quadro definitivo e rassicurante della situazione». Parole, quelle del sindaco Alberto Giovannetti, a margine dell’incendio di venerdì scorso nel capannone della Ferredil Cerù di via Pontenuovo, indirizzate ad Arpat e Asl che, come noto, hanno individuato una sorta di zona rossa – che include Macelli, Pollino e Traversagna – potenzialmente interessata dagli effetti delle fiamme e del fumo.

In realtà i campionamenti, per rilevare la presenza o meno di diossine e idrocarburi, sono stati effettuati anche a Valdicastello e Capezzano Pianore, ma a detta del sindaco «bisogna ampliare l’area interessata, portarla quanto meno fino a 1 km e mezzo o 2 km. Detto questo, i primi riscontri che abbiamo ufficializzati dalle autorità preposte sono più che rassicuranti». Come noto il capannone, nella giornata di domenica, è stato posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria: le indagini, nel frattempo, proseguono e si muovono a 360° includendo non solo le cause, ma anche, ad esempio, il funzionamento del sistema di antincendio della ditta. Nel frattempo infuria la polemica fra i partiti: dopo che Lega e Pietrasanta prima di tutto avevano accusato il Pd di fare speculazione politica e allarmismo, arriva la replica del Pd a firma di Ettore Neri e Nicola Conti. «È evidente che chi amministra è maliziosamente distaccato dalla realtà – fa sapere Conti – sono stati innumerevoli i cittadini che fino a domenica sera non sapevano più come comportarsi a causa degli odori molesti e dei molti comunicati dell’amministrazione apparsi in questi giorni, alcuni contraddittori o prima rilasciati e poi cancellati con il sindaco che si affrettava a dichiarare domato l’incendio, quando invece numerosi focolai erano ancora presenti all’interno del capannone a causa delle elevate temperature».

«È per questo che dal canto nostro abbiamo fatto un immediato sopralluogo sul posto – aggiunge Neri – siamo stati tra i primi a suggerire di non mangiare verdure in attesa di comunicazioni ufficiali. Vista la confusione delle informazioni che soprattutto tramite il profilo Facebook ufficiale del Comune stavano passando, abbiamo interpellato il personale preposto per capire precisamente cosa dire ai cittadini e così ci siamo mossi. La speculazione politica è stata fatta dal centrodestra dopo la tempesta del 5 marzo 2015, non certo da noi in questi giorni». —



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