Asse, la proposta: solo una pista in terra battuta
Il progetto nella tesi di un giovane ingegnere. L’architetto Massimo Ceragioli: una strada vera compromette il futuro
Un asse di penetrazione dedicato al solo passaggio delle imbarcazioni, chiuso al traffico mediante utilizzo dei pilomat, senza rotonde a “spezzare” il viale dei Tigli entrando in netto contrasto con il Piano paesaggistico della Regione Toscana, che non lo consente. È la proposta della tesi di laurea datata 2017 a firma di Lorenzo Loli, neo ingegnere, dal titolo “Il porto tra città, parco e mare. Progetto di riconnessione urbana del porto di Viareggio”. A portarla all’attenzione di tutti è l’architetto Massimo Ceragioli, uno dei professionisti che all’epoca della Giunta Marcucci componeva il team che gettò le basi del Regolamento urbanistico mai approvato.
Che la nuova viabilità dovesse funzionare a “singhiozzo”, per i trasporti eccezionali e nei periodi di maggior flusso turistico, l’aveva annunciato anche l’assessore Federico Pierucci nell’assemblea che si tenne a Torre del Lago. Ma l’ipotesi formulata nella tesi di laurea - spiega Ceragioli - «non prevede rotonde, non abbatte case». Sacrifica un po’ di alberi lungo il percorso, che rimane a Sud dello stadio («la cui tribuna si può anche abbattere», spiega Ceragioli) e «crea un polmone verde in area Fervet a dividerla dall’ex Campo d’aviazione». Ipotizzando che questa porzione di territorio «rimanga a destinazione produttiva, ma ridisegnata così che siano possibili anche eventuali altre soluzioni future».
Insomma, sono le parole di Ceragioli, «quello che il lavoro di Loli disegna è una pista in terra battuta che viene utilizzata 3-4 volte al mese, dotata di dissuasori mobili e che rimane strada nel verde, nel parco. Senza toccare il viale dei Tigli come succederebbe invece per una strada carrabile. La cui apertura sarebbe davvero compromettere il futuro della città. Io abito in Darsena e le punte di traffico oggi sono ridotte a due fasce orarie ed in misura ridotta rispetto al passato. In altre zone della città va davvero peggio. Io credo che in questo periodo storico pensare ad una nuova strada sia rompere in maniera netta un equilibrio che si è venuto a creare». Ed il messaggio è anche diretto al lavoro del nuovo Regolamento urbanistico che dovrà vedere la luce a breve: «Il tema centrale - continua Ceragioli - è quello dei punti di equilibrio per la città».
Così il lavoro di Lorenzo Lolli attraversa tutta l’area urbana fino al porto, dove disegna «una nuova passeggiata lungo la diga foranea che valorizzi il Triangolino», destinato da un decennio a nuovo porto turistico, mai realizzato, ipotizza il recupero delle aree in frangia alla stazione Vecchia, ed immagina un percorso dalla periferia al porto attraverso la valorizzazione del Lungocanale, «tenendo in equilibrio i tre elementi che sono la città storica, il porto ed il Parco».
La discussione è aperta, mentre l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro si appresta a mettere mano allo studio, finanziato dalla Regione, che deve tenere conto anche di ipotesi alternative al tracciato a Sud dello stadio. —
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