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Stop all’estrazione del marmo per chi non paga i contributi

T.B.G.
Stop all’estrazione del marmo per chi non paga i contributi

La proposta di Seravezza ricalcata da altri settori è stata accolta dai sindacati ed è stata inviata  alla Regione Toscana

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SERAVEZZA. L’azienda del marmo non adempie agli obblighi assicurativi, previdenziali e assistenziali nei confronti dei propri dipendenti? Il comune di Seravezza, in accordo con il sindacato Fillea Cgil, chiede che si possa intervenire per fermare l'escavazione di quell'azienda.

È la proposta che i due soggetti hanno avanzato alla Regione Toscana. A Firenze, infatti, è in corso la revisione della legge sulle cave. Si introdurrebbe così anche nel settore lapideo, come succede anche per altri settori, un meccanismo di verifica legato al Durc (Documento unico di regolarità contributiva): se l’azienda non attesta di aver assolto a tutti gli adempimenti previdenziali e assicurativi previsti dalla legge, non potrà ottenere il titolo per avviare o proseguire l’attività di cava.

«La proposta nasce nel quadro di un confronto permanente che il Comune di Seravezza ha con il sindacato Fillea Cgil sui temi ambientali e della sicurezza sul lavoro», spiega la vicesindaca Valentina Salvatori, firmataria con il primo cittadino della proposta inviata alla Regione Toscana.

«Se un’azienda non versa i contributi, difficilmente investirà nella loro sicurezza. Non merita di iniziare o proseguire l’attività estrattiva».

Il documento inviato dal Comune di Seravezza a Firenze contiene anche una seconda sottolineatura, relativa al Testo Unico Sicurezza del Lavoro e in particolare al “modello di organizzazione e gestione” in esso previsto. Si tratta di un quadro di riferimento organizzativo, al quale le imprese possono facoltativamente adeguarsi.

«È un’idea rivoluzionaria per il settore lapideo, che ci trova in perfetta sintonia», commenta Alessia Gambassi, segretaria generale della Fillea Cgil di Lucca. Seravezza è stato anche fra i primi comuni, insieme alla Cgil, a chiedere qualche anno fa norme relative all'obbligo di lavorare parte dell'estratto in loco.

«La verifica del Durc», aggiunge il funzionario Fillea Cgil Leonardo Quadrelli «è lo strumento che fino ad oggi è mancato per contrastare le attività irregolari e che può fare la differenza sul fronte della legalità». —

T.B.G. .

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