Crolla un altro albero in Pineta Oltre 400 le piante a rischio
Esiste un censimento realizzato per la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca Ma l’opera di rimozione non è stata avviata e le pericolosità non sono segnalate
«Grave incuria che da tempo caratterizzava tutto il verde pubblico» scrive il giudice Valeria Marino nel condannare due dirigenti del Comune di Viareggio per la morte di un anziano, sotto un pioppo caduto in pineta di Ponente. I fatti risalgono all’ottobre 2012, la sentenza invece è datata marzo 2018, sabato scorso un grosso pioppo è caduto sopra gli stand del mercatino dell’artigianato ferendo due persone e ieri è di nuovo andata bene, perché un’altra pianta è venuta giù come fosse di carta.
A differenza del 2012, oggi sembra di capire che si sappia - grazie alla schedatura fatta da Francesco Lunardini per la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, che sul parco cittadino di Viareggio ha messo negli scorsi anni 1,5 milioni di euro - che ci sono oltre 400 piante classificate come a rischio caduta. Il “Tirreno” ha chiesto il lavoro del tecnico alla Fondazione, ma la risposta è stata negativa. E la relazione non si trova tra gli atti pubblici del Comune di Viareggio. Nè l’Ente pubblico ha provveduto a rendere pubblica - così che tutti possano proteggersi - la mappa delle alberature pericolose. Anche se in pineta di Ponente sono spuntati dei generici cartelli di segnaletica con il punto esclamativo e la dicitura “Caduta alberi”, quasi a raccontare che tutte le piante possono crollare al suolo da un momento all’altro. Nonostante i ripetuti interventi, e relativa spesa, sempre effettuati con la pratica della “somma urgenza”.
Ieri il Tirreno ha contattato l’assessore all’ambiente Federico Pierucci, il quale - come spesso accade - si è sottratto alla risposta che è dovuto trattandosi di una situazione di pericolo per la pubblica incolumità E, per di più, col precedente di una condanna pesante per pene inflitte e motivazioni. Non solo relative al comportamento del Comune, ma anche a quello della società Sea Risorse cui l’amministrazione Lunardini, nel 2012, affidò senza gara la manutenzione del verde pubblico cittadino. La società pubblico-privata (Comune-Gruppo Del Pistoia) - scrive il giudice - «si è assunta un compito difficile , senza avere alcuna competenza ed affidabilità per contrastare la situazione di estrema criticità che riguardava gran parte delle zone destinate a verde pubblico». Al punto che, le amministrazioni che si sono susseguite da allora ad oggi sulla pineta di Ponente sono intervenute sempre in emergenza e con pagamenti ad altre aziende.
La domanda è inevitabile: oggi, a chi compete monitorare le alberature del parco cittadino? E sufficiente il report della Fondazione? Si intende intervenire eliminando o segnalando gli alberi a rischio di imminente caduta? Nel corso del processo sono stati acquisiti numerosi verbali di somma urgenza ripetutisi nel tempo. E la conclusione è una sola: «In presenza di numerosi pericoli segnalati, che rendevano assolutamente prevedibile l’evento che si è verificato, e nel rispetto delle esigenze di interesse collettivo di ordine primario come la sicurezza pubblica, che si presentavano con carattere di assoluta prevalenza rispetto alle altre opere da realizzare, era necessario dunque che venissero predisposte tutte le misure necessarie affinché non vi fossero danni per la collettività». Bene. La situazione , oggi, si presenta identica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
