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la tragedia 

Attraversa i binari e il treno la travolge Tragica morte per una commessa di Forte

D.D.
Attraversa i binari e il treno la travolge Tragica morte per una commessa di Forte

Laura Grasso era originaria di Napoli, ma da tempo lavorava nel negozio Pinko di via IV Novembre

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AVENZA. È scesa dal treno e ha preso la scorciatoia che dalla stazione di Avenza porta direttamente su viale XX Settembre. Doveva attraversare i binari. Lo ha fatto proprio quando stava sopraggiungendo a forte velocità il FrecciaBianca 35619 che - proveniente da La Spezia - era diretto a Roma Termini. Il convoglio ha colpito in pieno la cinquantenne Laura Grasso, nata a Napoli ma residente a Forte dei Marmi, dove lavorava nel negozio Pinko di via IV Novembre in pieno centro. Una tragedia. Anche perché il macchinista se l’è trovata davanti e non ha potuto fare niente. E nemmeno la vittima ha potuto fare qualcosa, perché probabilmente non si è nemmeno accorta di quello che stava succedendo. Tanto che all’inizio qualcuno aveva ipotizzato ad un gesto volontario, un tentativo di suicidio.

Così non è stato. A supporto ci sarebbero delle testimonianze. Tutte le persone che hanno assistito alla scena e, soprattutto il fatto che la donna avesse con sé un biglietto obliterato pochi minuti prima, ha agevolato il lavoro della polizia ferroviaria, che con l’aiuto degli uomini del commissario Corrado Mattana ha effettuato i rilievi lungo la linea ferrata.

L’incidente è avvenuto pochi minuti prima delle 16. Laura Grasso è scesa dal regionale che con ogni probabilità aveva preso alle 15.37 alla stazione di Forte dei Marmi. A poca distanza da quella in cui ha avuto il tragico incidente.

La donna, secondo la ricostruzione fatta, avrebbe camminato lungo il marciapiede dalla parte opposta rispetto a quella presa dagli altri viaggiatori che erano scesi con lei. Perché per fare prima - invece di imboccare l’uscita principale - ha preso la scorciatoia che l’avrebbe fatta sbucare in viale XX Settembre, dove la donna probabilmente aveva un altro mezzo di locomozione (qualcuno ha parlato di una vettura, ma gli accertamenti degli inquirenti non lo hanno ancora confermato).

Ancora non sono chiari alcuni dettagli della vicenda. Non si sa infatti se avesse delle cuffiette nelle orecchie (non sono state trovate) che le avrebbero impedito di sentire il FrecciaBianca che stava arrivando (ma il treno è comunque meno rumoroso di Intercity e regionali), fatto sta che il convoglio prima l’ha risucchiata e poi l’ha travolta a causa della forte velocità a cui viaggiava. Il treno non doveva fermarsi ad Avenza e quindi il macchinista stava spingendo al massimo. La velocità era quella normale del mezzo. È stato un attimo fatale, che non ha lasciato scampo a Laura.

Il corpo della donna è stato martoriato, non è stato semplice per gli inquirenti ricostruire la dinamica. Ma la borsa della vittima ha confermato quello che hanno raccontato agli agenti della Polizia ferroviaria le persone che hanno visto quello che era accaduto: aveva con sé il biglietto del treno regionale, il telefonino. Praticamente impossibile che volesse togliersi la vita.

Poi è stato il ferroviere a eliminare ogni dubbio agli inquirenti: non si è buttata sotto il treno, ma c’è finita suo malgrado. Senza nemmeno capire quello che stava accadendo.

La circolazione dei treni è stata immediatamente bloccata in entrambi i sensi di marcia (dopo pochi minuti però è stato riaperto il binario in direzione di La Spezia) per dare modo di recuperare quello che rimaneva della cinquantenne e per permettere di accertare l’esatta dinamica dell’incidente. —

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