Torna alla luce il Principino gioiello della Viareggio che fu
Ieri mattina il taglio del nastro con il sindaco, il prefetto e il sottosegretario Picchi La nuova epoca si apre con una ristrutturazione profonda dei locali
VIAREGGIO
In una calda e assolata giornata di luglio rivede la luce il Principino. Il nastro viene tagliato esattamente 80 dopo la sua inaugurazione. E non poteva mancare un parterre de roi per un’apertura dai connotati del grande evento. Imprenditori, politici (Massimo Mallegni e Andrea Marcucci in testa) e professionisti del territorio ma anche signore della Versilia Bene vestite di bianco e con il panama in testa riempiono le sale del rinnovato stabilimento balneare e centro congressi che fu la gloria degli anni d’oro viareggini. Un tuffo nel passato con i nomi di oggi.
A celebrare la riapertura c’erano il sindaco Giorgio del Ghingaro, la prefetta Anna Laura Simonetti, il sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi e il soprintendente Luigi Ficacci. Tutti a congratularsi con Roberto Brunetti, patron della Tirrena Scavi e proprietario della struttura insieme all’imprenditore apuano Enrico Bogazzi. Presenzia anche lo scultore Giuliano Vangi che ha messo in mostra le proprie opere nelle sale del centro congressi. Di lato, in disparte, la figlia di Brunetti, Beatrice, che è stata l’architetto che ha curato i lavori di rinascita del Principino.
Oltre ai 2,5 milioni di euro spesi per l’acquisto all’asta, i nuovi proprietari hanno investito una cifra «tra 5 e 7 milioni di euro per rimettere a posto l’intera struttura, che era in condizioni disastrose». Solai che stavano cadendo, zona della piscina inaccessibile da tempo, e così via.
«Una gioia immensa - dichiara Brunetti davanti alle 600 persone ospiti, rigorosamente in lista - ringrazio tutti coloro che hanno fatto in modo che questo sogno potesse finalmente vedere la luce».
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