Italia
Risarciti con 900.000 euro per la morte del loro caro
Giuseppe Ferrandes cadde da una barca in un cantiere dove stava lavorando Due persone rinviate a giudizio, ma i familiari non si costituiranno parte civile
viareggio
Familiari risarciti con circa 900.000 euro e due rinvii a giudizio per omicidio colposo. A oltre tre anni dalla morte di Giuseppe Ferrandes, 56enne artigiano viareggino, nel cantiere nautico della Seven Stars ai Navicelli di Pisa, si registra un primo snodo della vicenda giudiziaria apertasi dopo l’inchiesta della Procura di Pisa.
La famiglia dell’artigiano viareggino, deceduto nell’aprile 2015 dopo sei giorni di agonia, ha ottenuto il risarcimento e ora è fuori dal processo. Le parti civili (ammesso anche il comitato Matteo Valenti) in totale hanno avuto sui 900mila euro. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa Giulio Cesare Cipolletta, ha accertato l’avvenuto saldo della somma concordata tra le parti, e sentite le richieste di accusa e difese ha disposto il rinvio a giudizio di Davide Mugnaini, di Massarosa, all’epoca amministratore unico dell’azienda e di Roberto Guarducci, di Prato, incaricato del controllo e coordinamento delle gestione delle commesse e di fatto preposto ai lavori effettuati dalla ditta di pulizia di Ferrandes. La prima udienza si terrà il 6 dicembre di fronte al giudice Elsa Iadaresta. La famiglia di Ferrandes è rappresentata dall’avvocato Tiziano Nicoletti con i colleghi Tiziana Pedonese ed Andrea Bagatti. Il legale Maurizio Dalla Casa assiste il Comitato Matteo Valenti, che aveva deciso di costituirsi parte civile a sostegno della battaglia della famiglia di Fernandes. Con il risarcimento le parti civili non sono più nel procedimento penale. Mugnaini, invece, è difeso dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Riccardo Carloni, mentre Guarducci si è affidato a Federico Febbo del Foro di Prato. Il pm è Sisto Restuccia.
Aveva 56 anni l’artigiano morto all’ospedale pisano di Cisanello, dove per giorni aveva lottato per sopravvivere alle lesioni provocate dalla caduta da una barca quasi ultimata. Secondo l’accusa Ferrandes, titolare di un’impresa di pulizie, cadde da una scala posta all’esterno della barca sulla quale sarebbe stato intento a salire, da terra, per effettuare un intervento di ulteriore pulizia.
Intanto, per il medesimo reato e con la stessa azienda come scenario di lutto, si avvia a conclusione l’inchiesta della Procura pisana (affidata al sostituto procuratore Miriam Pamela Romano) sulla morte di Alessandro Colombini, il saldatore di 39 anni deceduto nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 febbraio scorsi a causa delle lesioni riportate nella caduta da 14 metri avvenuta sempre nel cantiere navale Seven Stars. Un infortunio sul lavoro che per dinamica e similitudine ricorda quello di Giuseppe Ferrandes. Sono sei gli indagati dalla Procura, compreso il titolare Mugnaini, che rischia un secondo processo per omicidio colposo. —
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