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La leggenda del blues Zac Harmon chiude la sua tournée a Seravezza
«Il concerto di domenica sarà incredibile: voglio lasciare qualcosa a chi mi ascolta»
SERAVEZZA. Dici Blues e tra gli artisti a cui pensi immediatamente, rientra a pieno titolo anche Zac Harmon, autentico “mostro sacro” del genere che domenica sera salirà sul palco del Seravezza Blues Festival – allestito di fronte a Palazzo Mediceo – a conclusione della quarta edizione. Un ospite di caratura mondiale, con alle spalle decenni di performance live che gli hanno conferito una popolarità inestimabile, specialmente negli Stati Uniti, il suo Paese d’origine. E lui in mezzo alla musica c’è nato veramente, non si tratta di una semplice espressione a effetto: la madre suonava il piano, il padre – armonista blues per diletto - era il farmacista a Jackson, la capitale del Mississippi, dove si prendeva cura di artisti leggendari quali Muddy Waters, BB King e Tina Turner. «Io amo suonare in tutti gli angoli del mondo – afferma Zac Harmon – il blues è linguaggio che attraversa tante culture diverse tra loro. Non è una questione di luogo, ma di vibrazioni. Quelle che sento io durante i concerti». E forse l’essenza di un genere musicale che riduce al minimo, sin quasi ad abbatterle, le distanze tra artista e pubblico, è proprio questa. «E comunque – aggiunge – adoro l’Italia: il cibo, i monumenti, il modo di vivere, il calore che le persone riescono a trasmettere».
CHIUSURA DEL TOUR. Quella di Seravezza per Harmon è la data conclusiva di un tour che lo vede esibirsi in questi giorni anche a Salerno, Roma, Corridonia e Forlì, per poi fare ritorno negli Stati Uniti. E’ cresciuto nel cuore di Jackson, nel distretto di Farish Street, popolato da icone globali del blues come Elmore James. Ancora oggi quella città del Mississippi è meta prediletta di chi ama un genere la cui storia ha radici ultracentenarie.
Non è dunque un caso se Zac Harmon si sia avvicinata alla “musica del diavolo” sin dal periodo adolescenziale, trasferendosi successivamente a Los Angeles. E’ proprio qui, agli inizi degli anni ’80, che questo artista dall’anima pura e profonda si è convinto a fare della musica, una professione. Nonostante la giovanissima età – era poco più che ventenne – Harmon si è formato come musicista, intraprendendo poi una carriera di successo come cantautore e produttore, lavorando a film, programmi tv e spot pubblicitari e collaborando con svariate star, compresi Michael Jackson e gli O’Jays e dedicandosi alla produzione dell’album Mystical Truth del gruppo reggae Black Uhuru, tra i candidati al Grammy nel 1994.
Il percorso musicale di Harmon è stato caratterizzato da svariate sfaccettature, ma alla fine il desiderio di perseguire il sogno di tornare alle proprie radici (il blues) ha preso il sopravvento.
Il primo disco risale al 2002, si chiama Live at Babe and Ricky's Inn, una coinvolgente e toccante testimonianza del blues in Mississipi. A questo disco ne sono seguiti altri, con una continua fusione di reggae, soul, gospel (oltre al blues, ovviamente) tale da definire uno stile personalissimo di Zac Harmon, ben identificabile. Nel 2004 assieme alla sua band, il Mid South Blues Revue, si è aggiudicato il prestigioso titolo agli International Blues Challenge nella categoria "Best Unsigned Band".
«CANTO PER LA GENTE». «Sono convinto – assicura – che quella di domenica sarà una serata incredibile, carica di emotività e significato. Io canto per la gente, è così che ho sempre concepito la musica, a prescindere dalla lingua. Ciò che importa è lasciare qualcosa in chi ascolta. Provengo da una nazione in cui il blues si respira nell’aria. Nelle mie performance, ho sempre trasmesso ciò che realmente sono».
Il Seravezza Blues Festival - al via domani - sarà ad ingresso libero. Per sabato e domenica (dalle 19 all'1) verrà predisposto un servizio navetta gratuito dal terminal della stazione di Querceta al luogo dell'evento. —
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