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Metalli privati su un terreno scatta l’allarme a Valdicastello
Ordinanza del sindaco Giovannetti impedisce l’accesso all’area di 11mila mq dopo le analisi svolte nelle ex vasche di sedimentazione Edem a Regnalla
PIETRASANTA. Ancora metalli pesanti nei terreni e nelle acque di Valdicastello. Ancora una contaminazione, sia pure in prevalenza riscontrata su un terreno di una proprietà privata, che è motivo di seria preoccupazione per la comunità e la frazione. Per una situazione in divenire che, già nei prossimi giorni, sarà oggetto di attente valutazioni da parte di tutti i soggetti chiamati in causa.
«Alte concentrazioni di metalli pesanti nelle acque e nel suolo sono state rintracciate nelle ex vasche di sedimentazione Edem a Regnalla. Sito in questione oggetto di ordinanza - si legge in una nota del Comune - oggi per buona parte di proprietà privata oltre che di proprietà del demanio dello Stato. Si tratta di un’area di undicimila metri quadrati posta lungo il corso del Baccatoio ed utilizzata, all’epoca dell’esercizio dell’attività mineraria, per tre vasche per la sedimentazione dei fanghi di flottazione. Su quest’area, in base a tre sondaggi geomanbientali (che sono arrivati fino a quindici metri di profondità), sono stati rilevati - durante le operazioni di caratterizzazione, ndr - consistenti rischi. La neo amministrazione, su richiesta dell’Asl, ne vieta di conseguenza l’accesso con un’ordinanza cautelativa. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco, Alberto Giovannetti».
L’iter – aggiungono dal palazzo comunale - era iniziato lo scorso gennaio quando i risultati dell’indagine erano stati trasmessi al Comune di Pietrasanta dai tecnici e subito inoltrati ad Arpat durante la gestione commissariale, rimandando l’indizione di conferenza di servizi per l’approvazione delle indagini svolte, a un tempo successivo all’insediamento della nuova amministrazione. Dopo l’insediamento della nuova amministrazione, quindi, al fine appunto di indire la conferenza di servizi, la documentazione è stata trasmessa anche ad Asl, la quale, dopo aver esaminato gli atti, ha ritenuto di proporre al sindaco di emettere ordinanza a titolo cautelativo per interdire l’accesso alle aree sia a persone che ad animali, confinandole ed installando apposita cartellonistica».
Fin qui il palazzo che dunque si limita, come normativa impone, a recepire quanto inoltrato dall’Asl e a firmare l'ordinanza al riguarda. Una questione, come detto, che rievoca scenari, legati alla problematica tallio, ma non solo, mai sopiti dalle parti di Valdicastello, anche se, come precisa l'assessore all'ambiente Elisa Bartoli, « l’ordinanza è un atto dovuto a titolo cautelativo per i proprietari del terreno e per la popolazione della frazione».
Il pensiero, inevitabile, viste le analogie, corre così ad un'altra ordinanza, quella che nel giugno scorso interessò una residente del Pollino: nel pozzo della sua abitazione erano infatti state rilevate, grazie ad una serie di analisi private poi confermate da quelle di prassi, tracce di arsenico trenta volte oltre la soglia di legge. Da qui, appunto, l’ordinanza comunale di divieto ad uso irriguo e ovviamente potabile dell’acqua. I metalli pesanti rilevati nella proprietà privata estesa 11 mila metri quadrati a Valdicastello rendono lo scenario d'assieme ancora più nebuloso e sicuramente degno di ogni genere di approfondimento. —
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