Il Tirreno

Versilia

Michele Molino: «È la seconda volta, questo è un danno di immagine» E anche a Riccione è stato utilizzato il logo della città friulana 

La giunta si autotassa per pagare i cartelloni scopiazzati da Grado

MELANIA CARNEVALI

il casoLi chiama «dilettanti allo sbaraglio» e poi li travolge di domande (ora alla stampa, «poi verranno scritte nero su bianco»): «Chi è il grafico?» , chiede il consigliere dem Michele Molino. Con...

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il caso

Li chiama «dilettanti allo sbaraglio» e poi li travolge di domande (ora alla stampa, «poi verranno scritte nero su bianco»): «Chi è il grafico?» , chiede il consigliere dem Michele Molino. Con quale delibera è stato affidato l’incarico? Quanto è costato? E i manifesti e le brochure da ritirare, non sono forse un danno erariale? Il consigliere parla a nome del suo gruppo consiliare e attacca l’amministrazione Murzi sul caso del manifesto degli eventi estivi del Forte uscito con il logo scopiazzato dal simbolo della città di Grado: una bagnante con un lungo foulard al vento. Un disegno che Mario Puppo realizzò nel 1949 per fare pubblicità proprio a Grado e diventato poi il simbolo della cittadina friuliana. Un po’ come il Burlamacco per Viareggio. Quel simbolo è finito nel cartellone del Forte per una «intollerabile leggerezza», dice il sindaco. «Chi lo ha realizzato non ha capito l’importante di quella figura nel manifesto di Grado». Il materiale uscito con quel logo è stato ritirato e i costi per la sua realizzazione verranno coperti interamente dalla giunta comunale, che ha deciso di autotassarsi. «La giunta si prende la totale responsabilità di quanto accaduto – dice il sindaco Bruno Murzi – e per questo abbiamo deciso di dividerci la spesa, che non abbiamo ancora calcolato. Sarà intorno ai duemila euro».

Il precedente

Non è la prima gaffe di questo tipo del Comune. Lo scorso anno, per Futuriamo, l’amministrazione scelse come manifesto per promuovere l’evento un disegno dello street artist Keith Haring, senza però il consenso della Fondazione. All’ultimo fu costretto a coprire tutti i poster. «Prima di questa amministrazione non era mai successo – tuona Molino –: Il Comune ha l’obbligo di rendere pubblici i nomi degli autori»

Il mistero del grafico

L’amministrazione, per il momento, fa quadrato sul nome del grafico (o dei grafici) autore della locandina degli eventi estivi. Secondo quanto riportato a Il Tirreno da fonti comunali, si tratta di una persona di fiducia dell’amministrazione che avrebbe realizzato il manifesto a titolo volontario. Per amicizia, insomma. Senza prendere una lira.

L’ipotesi di danno erariale

A sollevare il caso sull’ipotesi di danno erariale è sempre il consigliere di minoranza Molino. «Sicuramente c’è un danno di immagine – commenta –. In Friuli-Venezia Giulia adesso si parla di Forte dei Marmi come del Comune che ha scopiazzato un logo. Ma poi chi paga quei manifesti e quelle brochure?». La risposta è arrivata in tarda mattinata, quando il sindaco ha fatto sapere che a sborsare i soldi saranno lui e gli assessori.

il caso riccione

Anche a Riccione, nel 2010, la bagnante con il foulard apparì in un cartellone che nulla c’entrava con Grado. Era quello del trentesimo Congresso del Gruppo agenti delle assicurazioni generali, evento patrocinato dal Comune. Evidentemente, quel logo funziona. —

MELANIA CARNEVALI

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