Cantiere all’alba l’ira dei residenti del centro storico
Disagi anche per la musica della movida nel weekend «Chi vive tra le mura della città è considerato come l’ultima ruota del carro»
PIETRASANTA
Lavori all’alba e musica fino a tarda notte. Il centro storico pulsa movida e caos nel fine-settimana – quello appena andato agli archivi – e i residenti alzano la voce contro il Comune. «Ma quale “Cenatown”, il centro è diventata una vera e propria mangiatoia: non solo la musica ad alto volume fino a notte inoltrata proveniente dai locali, non solo gli ubriachi che ti urlano sotto casa ad ogni ora, ma anche i tavolini dei ristoranti che hanno invaso ogni strada tanto che una volta o l’altra il passaggio di emergenza di un’ambulanza rischia di sfociare nel dramma. Va bene che siamo città turistica, ma qui da noi, il residente, è l’ultima ruota del carro» commenta Enzo Grassi, presidente dell’Associazione Vivo in centro. «I lavori fatti alle 4 del mattino di lunedì dal Comune per sistemare gli avvallamenti nella pavimentazione? Hanno creato disagi, certo, perché la rumorosità era evidente ma una volta tanto puoi anche passarci sopra – anche se sui social le critiche verso il municipio, al riguardo, sono feroci – i problemi sono ben altri e riguardano l’impossibilità di riposare e vivere tra le mura cittadine. Ci sono regole? Vengano rispettate. E invece le aspettative dei locali e dei turisti sono da anni anteposte a quelle dei residenti».
E mentre il Comune si scusa per i disagi legati «ai lavori lampo notturni, ma necessari per garantire sicurezza e decoro», Stefano Sermattei, portavoce dell’associazione Le Botteghe di Pietrasanta, precisa: «Per la musica che arriva dai locali non è pensabile che d’estate si possa vietare e chi sta in centro deve comprenderlo. Esiste un regolamento per i decibel e gli orari che va rispettato e fatto rispettare. Il cantiere notturno? Parliamo di un’opera che si è esaurita in poche ore. Lavori dovuti visto che nei mesi scorsi non sono stati eseguiti gli interventi necessari e che se fatti di giorno avrebbero creato più disagi». —
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