Italia
Arrestato a Viareggio nell’operazione contro i clan campani
Carmine Baroniello, 41 anni, era ai domiciliari in città Droga al centro degli affari. Venti i provvedimenti in tutta Italia
VIAREGGIO. Ancora una volta un’inchiesta sulla criminalità organizzata - in questo caso si tratta di camorra - si spinge fino a Viareggio. Dove è stato arrestato Carmine Baroniello 41 anni, nato a Napoli, già ai domiciliari nella nostra città per fatti avvenuti in Emilia Romagna, oggi nuovamente in carcere. L’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata per la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha portato gli inquirenti a definire un quadro in cui Baroniello viene definito «uno dei più assidui pusher dell’organizzazione» che faceva capo a più clan, compreso quello dei Formicola.
Il 13 marzo 2014 Baroniello fu arrestato dai carabinieri di Napoli Ponticelli mentre cedeva cocaina, episodio per il quale viene poi condannato, in primo grado, a due anni di reclusione. «In occasione del suo arresto - si legge nella molto argomentata ordinanza del Gip Dario Gallo (Tribunale di Napoli) - il sodalizio criminoso facente capo a Pasquale Matarazzo (il quale «operava con il placet del clan Veneruso-Rea, egemone nei comuni di Volla e Casalnuovo di Napoli», ndr) procurava all’arrestato l’assistenza legale» dello stesso avvocato utilizzato per chi era già in carcere e per gli altri arrestati, oggi colpiti dal nuovo provvedimento.
A capeggiare «la consorteria», però, non vi era solo Matarazzo. L’altro pezzo grosso dell’organizzazione viene indicato dagli inquirenti in Flavio Salzano, ucciso nell’agosto 2016 con cinque colpi di pistola calibro 9, esplosi a bruciapelo, alla testa. Carmine Baroniello - scrive il Gip - «dipendeva gerarchicamente da Salzano».
Numerose le intercettazioni raccolte dagli inquirenti che hanno portato a svelare il meccanismo di comunicazione telefonica (trasferimento di chiamata) tra i membri dell’organizzazione e tra gli stessi e gli acquirenti. Utilizzando questo sistema - così la ricostruzione delle indagini, accolta dal Gip - a Carmine Baroniello viene contestato di aver «posto in essere, sotto il costante controllo di Flavio Salzano ed in raccordo con altri sodali, un numero davvero impressionante di atti di spaccio al dettaglio di stupefacenti».
Due gli elementi che, dall’ordinanza del Gip, saltano agli occhi: la fretta degli acquirenti nel concludere l’acquisto su “ordinazione” ed il vasto, quanto famelico, mercato rifornibile: «Oggi se la sono presa tutta...», è una delle intercettazioni di una conversazione nella quale si fa riferimento dapprima a «pantaloni nuovi» appena arrivati. All’acquirente che chiede i tempi, Baroniello risponde: «Un quarto d’ora, venti minuti al massimo...Sono andati a preparali adesso...». Poi tradendosi - sottolinea l’ordinanza - con quel «se la sono presa tutta». —
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