Il Tirreno

Versilia

Raggirata dai venditori: dovrà comprare 18mila euro di merce

Cesare Bonifazi
Raggirata dai venditori: dovrà comprare 18mila euro di merce

Le hanno fatto credere di non aver firmato un contratto. «Sono stata leggera, ma adesso voglio uscirne»

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MASSAROSA. Sono stati bravi con le parole e l’hanno raggirata. Erika FIlippi, 27 anni di Bozzano, e la sua famiglia hanno sottoscritto un contratto senza volerlo un contratto con una ditta di Padova che li impegna a comprare oggetti per la casa per un valore di 18mila euro in cinque anni. A raccontarlo è lei stessa su Facebook e poi al telefono con il Tirreno: «Ci hanno telefonato da un call centre per chiederci di poter venire a casa e mostrarci un catalogo di acquisti – spiega – noi abbiamo accettato perché la telefonista ci aveva assicurato che la visita non richiedeva un impegno d’acquisto».

Quando l’incaricato è arrivato a casa ha cominciato a elencare i supposti sconti fatti sulla merce: tagliare gli intermediari tra produttore e consumatore avrebbe fatto calare il prezzo del 30%. «Noi non siamo persone che solitamente cascano in questi tranelli per cui abbiamo deciso di pensarci un attimo – continua Erika – l’incaricato quindi ci ha detto di firmare un foglio facendoci capire che non era un contratto ma solo una ricevuta di avvenuta consegna del catalogo».

Ma così non era, ma la famiglia Filippi era completamente ignara della situazione tanto che dopo poco più di quindici giorni si è presentato un altro rappresentante dell’azienda padovana il quale ha cominciato a richiedere un ordine. «Voleva che ordinassimo merce per 3090 euro più Iva – dice – solo a quel punto abbiamo realizzato che quello che ci avevano fatto firmare era un vero contratto e che, oltre a questo, saremmo stati obbligati a ordinare 18mila euro di merce in cinque anni. Lui ha cominciato a spazientirsi pretendendo un ordine e un anticipo minacciandoci una causa legale. Noi, spaventati, abbiamo fatto l’errore di acquistare un materasso e un computer per 3700 euro. Sicuramente siamo stati leggeri perché avremmo dovuto leggere ma adesso vogliamo uscire da questa storia: il nostro avvocato ci ha consigliato di rivolgerci a un sindacato dei consumatori. Lunedì ho fissato l’appuntamento con Federconsumatori a Viareggio vediamo cosa possono fare loro. Intanto ho trovato il nome e cognome del primo venditore e vedremo di fare qualcosa per tutelarci».
 

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