Il presidio
Da Viareggio alla Scala Per Daniele Bonelli un’ascesa sulle punte dei piedi
viareggio A Viareggio sta nascendo una stella, nella danza. Si chiama Daniele Bonelli, ha sedici anni, ha appena ballato, nel prestigioso teatro Bolshoi Di Mosca. Si appresta ad andare in tournée a...
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A Viareggio sta nascendo una stella, nella danza. Si chiama Daniele Bonelli, ha sedici anni, ha appena ballato, nel prestigioso teatro Bolshoi Di Mosca. Si appresta ad andare in tournée a Tokyo.
Daniele Bonelli è nato in via Pacinotti. E’ figlio di Paolo, commercialista, e Isa Bartelloni, infermiera. Nessuno in famiglia era artista. Il nonno, Elio, possedeva il famoso albergo Bonelli in via Regia ed una era personalità notissima nella politica e nella vita amministrativa della città. Il cav. Elio aveva un gran passione per la musica, classica e lirica e può darsi che nelle vene del nipote si sia riversata questa tendenza. Fatto è, racconta la mamma, una bruna solare ed entusiasta, che Daniele già a quattro anni quando vedeva in televisione esibirsi dei ballerini lui andava a centro salotto e amava mettersi sulle punte. Altri bambini, è noto, canticchiano o recitano. Lui ballava naturalmente.
Così a sei anni lo iscrissero alla scuola di Annarosa Petri, una nota maestra di talenti. E frequentando Daniele le elementari, parallelamente studiò con serietà ed impegno la danza, classica e jazz. Fu la Petri, vista la bravura del discepolo, a trovargli un’audizione alla Scala di Milano. Non era facile il percorso: ogni anno si presentano a questi provini decine e decine di allievi. Eppoi la Scala richiede una presenza quotidiana a Milano ed il giovane viareggino aveva appena dodici anni.
Però i genitori ci credettero. Daniele si presentò al saggio osservato, scrutato, esaminato da saputi insegnanti, celebrità come Frédéric Olivieri. E venne accolto. Da lì in poi divenne allievo dell’Accademia della Scala e ne seguì con diligenza e scrupolo i corsi. E tutt’ora vi studia. Ora a dirigere il prestigioso corpo di ballo del maggiore teatro italiano c’è Maurizio Vanadio, noto anche per essere il marito di Marina Berlusconi. Vanadio è ambizioso e attentissimo ai rapporti con le altre scuole russe, inglesi, giapponesi, americane.
Quest’anno Daniele Bonelli, assieme a Samuele Gamba e Letizia Masini, suoi giovanissimi colleghi, ha avuto così modo di interpretare “Gymnopédie” di Roland Petit in due grandi galà che si sono celebrati il 19 giugno scorso nel glorioso Bolshoi di Mosca ed il 20 giugno addirittura al Cremlino. A fianco degli italiani si sono esibiti i migliori allievi di alcune scuole di ballo europee ed extraeuropee, dalla scuola di Stoccarda a quella della Corea, a quella di Copenaghen al National Theatre di Tokyo. Lo spettacolo degli italiani, tutti allievi del 6° corso della Scala, è stato applauditissimo.
“Gymnopedie” fu creato da Roland Petit, notissimo coreografo di fama universale, per il balletto Nazionale di Marsiglia su omonimi tre pezzi per pianoforte di Erik Satie. Nel 1988 divenne un’opera unica per tre primi ballerini tra i quali Luigi Bonino che poi lo rimontò e ripeterà divenendo assistente eppoi erede di Petit. Daniele, accompagnando la graziosa ed elegante Letizia Masini, s’è dimostrato (ed ha solo sedici anni) attento, bravissimo, un interprete di prima grandezza. La loro esibizione così è talmente piaciuta che il balletto verrà presto replicato a Tokio, dove il corpo di ballo della Scala andrà in tournée a fine estate. Daniele, a casa in via Pacinotti per pochi giorni, non scorazza per la città o i bagni. E’ assiduo invece in palestra e nello studio. E subito riparte perché alla Scala si lavora dalle quattro alle sei ore al giorno, sono severissimi e certi per preparare le nuove stelle occorre rigore e disciplina. —
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