Italia
Benigni rivive la strage di Sant’Anna nel racconto commosso di Enrico Pieri
L’INCONTROIn Versilia per ritirare il Premio Satira politica, Roberto Benigni ha incontrato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e il superstite della strage Enrico Pieri all’hotel Byron di Forte...
L’INCONTRO
In Versilia per ritirare il Premio Satira politica, Roberto Benigni ha incontrato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e il superstite della strage Enrico Pieri all’hotel Byron di Forte dei Marmi dove alloggia. Ottant’anni fa l’Italia scopriva l’esistenza di una razza italiana con l’emanazione delle leggi razziali e da lì dopo aver soffocato le libertà, aver tolto i diritti sindacali, aver picchiato gli oppositori e tolti i partiti, partì una nuova escalation del fascismo ne portò alla alleanza con la Germania Nazista, alla guerra, e l’esclusione degli ebrei e degli oppositori dalla vita politica e sociale divenne poi persecuzione e deportazione. La seconda fase della Guerra Mondiale fu la più cruda, in cui anche i civili inermi diventarono strumento di una strategia militare che non risparmiava nessuno, come a Sant’Anna di Stazzema. Enrico Pieri c’era quel 12 agosto 1944, nascosto in un sottoscala vide uccidere la sua famiglia e tutti gli amici da una porta socchiusa.
Esiste un filo conduttore tra Benigni e Sant’Anna perché quello spioncino di Enrico Pieri somiglia maledettamente a quello in cui il bambino de La vita è bella, vede per l’ultima volta suo babbo che si inventa un gioco per non far soffrire il figlio in un campo di concentramento.
Roberto Benigni ha ascoltato in silenzio la storia di Enrico Pieri, la tragedia, la fortunosa salvezza, gli anni dello sbando e della emigrazione. Poi il ritorno dalla Svizzera e l’impegno quotidiano a raccontare ai giovani la sua storia perché, come dice lui, non vi siano altre Sant’Anna nel mondo e perché di memoria ce n’è sempre più bisogno in un mondo virtuale in cui si legge di tutto e di più, in cui la verità storica è di continuo travisata. Per questo è importante l’impegno di tutti, ha raccontato al premio Oscar toscano il sindaco di Stazzema, che ha illustrato all’artista le attività e le finalità del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, voluto da un grande Presidente toscano come Carlo Azeglio Ciampi e dell’importanza di attualizzare la memoria anche attraverso l’attività del mondo dell’arte e dello spettacolo.
Il sindaco Verona ha invitato Roberto Benigni a Sant’Anna di Stazzema per conoscere meglio questa realtà che opera ogni giorno per costruire politiche di memoria e per il futuro dei nostri giovani perché possano conoscer ciò che è stato perché quello che è accaduto a Sant’Anna. Enrico Pieri ha consegnato a Roberto Benigni una lettera ed il libro di Oliviero Toscani con tutte le storie dei superstiti ed i loro volti per sempre immortalati dall’obiettivo di Toscani. «Ringraziamo prima di tutto Roberto Benigni - ha poi detto il sindaco Maurizio Verona - per averci dedicato un po’ del suo tempo: cercheremo di coinvolgerlo nelle nostre attività perché l’arte è un mezzo incredibile per far giungere un messaggio che sappia parlare ai giovani. Benigni in questi anni ha cercato di riaffermare alcuni valori che sono poi quelli della nostra Carta Costituzionale che talvolta dimentichiamo». —
CLAUDIO VECOLI
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