Il Tirreno

Versilia

l’iniziativa 

Manifesto delle chiese per accogliere i migranti

Il barcone carico di migranti di Massimo Sestini, scatto premiato al World Press Photo 2015
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Il barcone carico di migranti di Massimo Sestini, scatto premiato al World Press Photo 2015

Dal primo luglio su iniziativa anche di don Franco Raffaelli, le chiese cristiane di Viareggio (cattolica, valdese e ortodossa e rumena) appendono un manifesto pro accoglienza

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VIAREGGIO. Le chiese di Viareggio, tutte le chiese, unite per aprire i porti ai migranti. Da oggi (1 luglio) su iniziativa anche di don Franco Raffaelli, le chiese cristiane di Viareggio (cattolica, valdese e ortodossa e rumena) appendono un manifesto pro accoglienza. «Di fronte alla drammatica questione dei migranti ed al recente comportamento del governo italiano - si legge - le chiese ricordano che per i cristiani il Vangelo è l’unico criterio per le loro scelte. Esso indica ripetutamente la via dell’accoglienza dello straniero e della condivisione dei beni con i poveri. Dice infatti Gesù: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete ospitato” (Mt 25,35). E ancora, quando i discepoli dicono a Gesù di congedare la folla affamata, egli risponde: “Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare” (Mt 14,16)».

«Per il suo carattere universale - proseguono - il Vangelo non può mai essere sottoposto ad un uso strumentale, piegato a fini propagandistici o ancor meno ridotto a segno di “esclusiva” appartenenza etnico-nazionale. Ricordiamo le parole di Papa Francesco e della Chiesa Valdese che, in numerose occasioni hanno preso posizione sulla questione migranti invitando, tra l’altro ad un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società».

Invitano infine l’Europa e l’Occidente a farsi carico delle proprie responsabilità ricordando che, nei secoli passati, hanno sfruttato in modo massiccio il continente africano, depredandolo delle sue ricchezze e non preoccupandosi della popolazione, che ha sostenuto lotte lunghe e difficili per affrancarsi dal colonialismo e dalla soggezione alle potenze europee.

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