Dietrofront di Poste sugli uffici di Corsanico Chiusi 5 giorni a luglio
MASSAROSA. Dietrofront, dopo la pressione del Comune di Massarosa, di Poste italiane sulle Il “Piano delle “rimodulazioni delle aperture estive degli uffici postali”. Il piano prevedeva infatti l’aper...
MASSAROSA. Dietrofront, dopo la pressione del Comune di Massarosa, di Poste italiane sulle Il “Piano delle “rimodulazioni delle aperture estive degli uffici postali”. Il piano prevedeva infatti l’apertura dell'ufficio postale di Corsanico solo tre giorni a settimana dal 15 giugno al 15 settembre. Dopo la lettera dell’amministrazione comunale, i tagli si sono ridotti a sole cinque chiusure nel mese di luglio (16, 21, 23, 28 e 30).
L’amministrazione comunale aveva infatti scritto a Poste italiane, all’autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e ad Anci sollevando eccezioni e manifestando per tale prospettiva assoluto dissenso. «Tra gli uffici postali – dichiarano il sindaco Franco Mungai e il vice-sindaco Damasco Rosi - che, da quanto riportato nella tabella riepilogativa allegata al piano, avrebbero subito una rimodulazione oraria nel periodo estivo ai sensi del decreto del ministero delle comunicazioni del 28 giugno 2007 figurava anche quello di Corsanico». La rimodulazione avrebbe previsto la riduzione di orario degli uffici a 3 giorni settimanali per un totale di 18 ore di servizio di cui solo 15 di accesso al pubblico e le restanti 3 dedicate alle operazioni di apertura e chiusura.
«Ci siamo quindi attivati subito – continuano – scrivendo una lunga nota sollevando una serie di eccezioni, sia formali che sostanziali, poiché tali scelte, fondate su presupposti errati e fuorvianti, avrebbero provocato nell'arco temporale di tre mesi forti disagi ai circa 2mila cittadini di Corsanico, di Bargecchia e di Mommio Castello pregiudicando il principio di universalità che deve caratterizzare il servizio postale. Abbiamo contestato i criteri, di cui al citato decreto ministeriale, sulla base dei quali avrebbero voluto assumere quella decisione. Gli standard ministeriali minimi escludono, tra l'altro, l’adozione di misure di rimodulazione, sia giornaliera che oraria, in aree a vocazione turistica». —
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