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Il nuovo Tirreno piace: «Più bello, più leggibile»
Parlano edicolanti e lettori di Viareggio e Versilia: «Ha un impatto diverso grazie a foto e colori, le notizie si trovano meglio»
VIAREGGIO
Andate in mezzo alla gente, se volete capire da che parte gira il mondo. Lo dicono tutti e noi l’abbiamo fatto. Anche se stavolta la cosa di cui parlare (o sparlare) non era la cronaca locale. L’argomento eravamo noi: “Il Tirreno”. E i giudici, se così li vogliamo chiamare, sono stati gli edicolanti e i lettori di Viareggio e Versilia. Che promuovono il giornale nella sua nuova veste grafica. Non mancano i rilievi, com’è giusto che sia: le critiche sono fatte anche per amore... E per il desiderio di vedere un “Tirreno” sempre più rispondente alle proprie esigenze.
«Il nuovo giornale mi piace ed è anche più leggibile», afferma Giovanna Franciosi dell’edicola Giò tra piazza Garibaldi e piazza D’Azeglio a Viareggio. «Sarei contenta, però – prosegue l’edicolante – se il nome della città sopra la testata venisse ingrandito». Pollice in su anche per il lettore Franco Bianchini: «Da appassionato di corse ciclistiche vorrei che ne scriveste sempre di più – dice – Per quanto riguarda la grafica, mi sembra che renda le notizie più visibili. E a livello di foto, di immagini, mi colpisce molto». Secondo Michele Proscia, che ieri mattina l’ha sfogliato per la prima volta dopo essere rientrato in città, «sembra un quotidiano più fruibile: anche se le dimensioni sono le stesse sembrerebbe quasi più grande. Il mio giudizio? Direi positivo». La fruibilità, soprattutto in termini di notizie, significa che l’incontro tra gli articoli e i lettori avviene in maniera più rapida ed efficace. Come insegnano antichi maestri del giornalismo: non è il lettore che cerca la notizia, è lei che trova lui. «Sì, mi sembra che gli articoli si leggano meglio», conferma Gianluca Leonardi. Una scelta precisa, quella di aumentare le dimensioni del carattere e gli spazi, in particolare tra titoli e articoli. Che va proprio incontro alla difficoltà riscontrata in passato da alcuni lettori del “Tirreno”. Così come una scelta precisa è quella legata ai colori: necessaria, in un mondo dove la comunicazione sembra un caleidoscopio di immagini e di colori stessi. Ma che secondo Alessandra Ferretti «dovrebbe essere più contenuta». «Questione di abitudine – rilancia Gabriele Bandini, al lavoro nell’edicola-tabaccheria in piazza Manzoni a Viareggio – è normale rimanere spiazzati, di fronte alla novità». Entusiasta il lettore Maurizio Reale: «Perfetto: è così che si doveva cambiare». Un’impressione favorevole la registriamo anche all’edicola Bazar del mare in via Cavour a Focette, gestita dalla famiglia Pattina. «La nuova grafica ci convince – rispondono Marcello Pattina e il padre Rodolfo Pattina – Ma non mollate sui contenuti. Sono quelli che fanno ancora la differenza». Infine, parola all’edicolante più giovane: Marlyn Bissona, titolare del chiosco sul viale Bernardini a Lido di Camaiore. «È bellino, si legge meglio». Promossi. –
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