Il presidio
Il duro lavoro della tiroide: regolare peso, sonno, umore
Ecco cosa occorre sapere sull’organo che influenza il nostro metabolismo
Cosa succede quando la tiroide non funziona bene? E che differenza c’è tra ipertiroidismo e ipotiroidismo? Le risposte in questa guida preparata con l'aiuto della dottoressa Rossella Elisei, professoressa associata di Endocrinologia e dirigente medico Unità Operativa Endocrinologia dell’ l'Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.
Che cos’è la tiroide?
È un organo piccolo, a forma di farfalla, che controlla varie funzioni dell’organismo attraverso la produzione di due ormoni importanti (indicati come T3 e T4). Peso, appetito, umore, temperatura corporea dipendono dalla tiroide, ma anche sonno, stanchezza, e così via.
Quali sono i sintomi di una tireopatia (malattia della tiroide)?
In genere nell’ipertiroidismo (cioè quando la tiroide funziona di più del normale) c’è tachicardia, perdita di peso, aumento della pressione arteriosa differenziale, facile irritabilità eccetera. Invece, nell’ipotiroidismo (quando la tiroide funziona meno) ci sono tutti i sintomi opposti, cioè astenia (sensazione di sfinimento fisico), difficoltà di concentrazione, difficoltà a scendere di peso, ipercolesterolmia. Al contrario non ci sono generalmente sintomi nella patologia nodulare tiroidea, a meno che i noduli o il gozzo siano talmente avanzati da dare compressione delle strutture locali.
Cosa aiuta a prevenire le patologie tiroidee?
La funzione della tiroide, in particolare la produzione degli ormoni tiroidei, dipende dallo iodio e la carenza di quest’ultimo è la causa principale del gozzo endemico. La popolazione italiana è ancora sostanzialmente in deficit di iodio e, benché un discreto miglioramento sia stato segnalato, la principale forma di prevenzione a tavola è l'assunzione di sale iodato, anche se sarà bene non abusarne perché favorisce l'ipertensione.
Tiroide e alimentazione: quale correlazione?
Nessuna, se si eccettua appunto il sale iodato.
Negli ultimi anni le patologie tiroidee sono aumentate?
È sicuramente aumentata la patologia nodulare e di conseguenza il carcinoma della tiroide che comunque continua a essere presente solo nel 5-8% di tutti i noduli. Al contrario non vi è alcuna evidenza scientifica che siano aumentate le altre patologie tiroidee e in particolare quelle benigne. Mentre, essendoci una maggiore attenzione alla funzione tiroidea, è molto probabile che si facciano più diagnosi scoprendo casi che in passato non avremmo mai previsto.
A cosa serve lo iodio?
Gli ormoni prodotti dalla tiroide si chiamano T3 e T4 perché contengono rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio. In carenza di questi atomi la tiroide fa fatica a produrre ormoni e quindi si verifica l’ipotiroidismo. L’ipofisi, la ghiandola che è la centralina del sistema endocrino, si accorge di questa fatica e cerca di stimolarla a produrre più ormoni, aumentando la produzione di TSH un ormone (appunto) che, notoriamente, fa da stimolo anche alla crescita e quindi alla formazione del gozzo, che altro non è che l’aumento volumetrico della lesione.
E gli ormoni prodotti dalla tiroide?
Mantengono in vita le persone poiché agiscono su qualsiasi organo. Senza di essi il metabolismo rallenta al punto tale da entrare in uno stato di coma, detto coma mixedematoso.
A essere colpite dalle patologie tiroidee sono più gli uomini o le donne? E in quale età?
Sono più colpite le donne, in un rapporto di 4 a 1, mentre la fascia di età più coinvolta è quella tra i 45 e i 50 anni.
Quali sintomi che ci fanno pensare di avere una malattia della tiroide?
Sicuramente la stanchezza e l’incremento di peso. Moltissimi pazienti, soprattutto donne, vengono a fare il controllo della funzione tiroidea perché sperano di trovare una giustificazione a uno o a entrambi di questi sintomi. Tale rapporto però può esserci solo nel caso in cui la valutazione della funzione della ghiandola mediante la misurazione di Ft3 e Ft4 e TSJH dimostri un quadro di ipotiroidismo conclamato. Altrimenti occorre cercare le cause di tali sintomi altrove.
Quando serve una valutazione della tiroide per prevenire le patologie?
In presenza di fattori di rischio quali ad esempio familiarità, poliabortività o difficoltà a concepire è consigliabile un controllo della ghiandola. Il suo malfunzionamento, infatti, può anche ostacolare l'avvio di una gravidanza e aumentare il rischio di aborto spontaneo e se il difetto non viene corretto con il giusto dosaggio di farmaci, si ha una maggiore probabilità di andare incontro a parto prematuro o di avere un bambino di basso peso. Per queste ragioni, è importante che la donna con tireopatia venga monitorata per tutta la gravidanza dal punto di vista endocrinologico oltre che ginecologico.
I problemi alla tiroide possono colpire anche la vita sessuale di un individuo?
La correlazione è poco nota. Nel maschio sappiamo che soprattutto in caso di ipertiroidismo grave ci possono essere aumento della prolattina e riduzione dei valori ipofisari LH e FSH, che si traducono in una riduzione di produzione del testosterone e quindi con un calo della libido. Abbiamo, invece, poche informazioni per ciò che riguarda la donna.
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