Stroncato da malore in acqua mentre pesca le arselle col figlio
Tragedia al bagno Rossella a Viareggio: la vittima è Claudio Ricci, capostipite di una famiglia di sportivi. Per 20 anni titolare di un bar e noto nel calcio locale, potrebbero essergli stati fatali caldo e umidità
VIAREGGIO. Stava pescando le arselle assieme al figlio quando ha avuto un malore, forse per colpa di caldo e umidità. Erano circa le 13 di ieri: per Claudio Ricci, 77 anni, che si trovava sulla battigia del bagno Rossella sulla Marina di Levante in Darsena in compagnia del figlio Dimitri Ricci, non c’è stato nulla da fare.
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Nonostante l’intervento immediato dei bagnini degli stabilimenti balneari Rossella, Arizona e Vittoria, e dello stesso Dimitri, ex campione di nuoto e triathlon, poi sostituiti nelle manovre di rianimazione dal personale medico del 118, anche con l’utilizzo del defibrillatore.
Ma il personale medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. Sul posto è intervenuto anche il personale della Capitaneria di porto di Viareggio per gli accertamenti di rito. Il magistrato di turno ha autorizzato poi il trasferimento della salma all’obitorio dell’ospedale Versilia a cura della Croce Verde per la successiva restituzione ai familiari.
Quella che doveva essere una giornata spensierata si è purtroppo trasformata in questa inaspettata tragedia. Claudio Ricci e il figlio avevano deciso di pescare le arselle e cucinarle; al mare c’era anche la moglie Luciana. Mentre padre e figlio erano in acqua, Claudio si è sentito male, davanti a diversi bagnanti. Nel corso delle operazioni di rianimazione si è tentato l’impossibile per farlo riprendere, ma il suo cuore ha cessato di battere in una calda giornata di giugno.
Claudio Ricci era molto conosciuto in città, avendo gestito per oltre venti anni il bar omonimo in via Corridoni all’ex Campo d’Aviazione, sede del club del Viareggio calcio, di cui era un supertifoso. Il suo cuore batteva per il bianconero: oltre al Viareggio amava la Juventus. Interrotta la gestione del bar, ha lavorato alla ditta Motta per poi andare in pensione. Era uno sportivo a tutto tondo, appassionato soprattutto di calcio: aveva giocato nelle giovanili del Viareggio ed è stato fra i primi allenatori del calcio amatoriale viareggino vincendo diversi campionati: fra le squadre che ha allenato anche la Croce Verde. Ha seguito fino a quando ha giocato al calcio il figlio Mirko Ricci, che è stato valido portiere anche nel Viareggio, per poi ricoprire il ruolo di preparatore dei portieri. Insieme alla moglie Luciana, per anni ha accompagnato Dimitri in giro per l’Italia a gare di nuoto e poi di triathlon.
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