Il Tirreno

Versilia

Il piano per il mare pulito prorogato fino al 2020

di Cesare Bonifazi
Il piano per il mare pulito prorogato fino al 2020

Gli enti voteranno entro la fine dell’estate il nuovo termine per l’accordo L’università di Pisa propone un progetto innovativo di monitoraggio perenne

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VIAREGGIO. «Il dado è tratto», disse Cesare varcando il Rubicone. E proprio di fiumi si parla: Fossa dell’Abate, Motrone e Fiumetto. Ancora al centro delle discussioni ai tavoli per scongiurare una volta per tutte il pericolo di divieto di balneazione sulla nostra costa. Nelle prossime settimane i vari enti che firmarono nel 2014 l’accordo di programma sulla balneazione voteranno per prorogare il termine ultimo inizialmente stabilito per il 2019. Sarà invece il 2020 l’ultima spiaggia per avere tutti i lavori conclusi e sperare a un addio definitivo all’inquinamento sul nostro litorale.

A deciderlo è stata proprio ieri la riunione del comitato di sorveglianza sulla balneazione. Al palazzo delle Muse di Viareggio sono arrivati i rappresentanti delle amministrazioni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Forte dei Marmi e Massarosa, oltre ad Arpat, Gaia, Regione e università di Pisa.

Molti i punti all’ordine del giorno: tra questi, primo tra tutti, il rinnovo dell’accordo di programma che, secondo le indicazione della stessa assemblea, dovrebbe essere ratificato dai singoli enti entro la fine dell’estate in modo da poter essere operativi in autunno.

In campo non ci sono solamente i lavori già previsti di Gaia che nel frattempo si è portata un po’ avanti con il lavoro e ha compiuto tutti quei cantieri (i meno onerosi) che ha potuto realizzare in questi quattro anni senza finanziamento strutturato. I soldi delle banche adesso ci sono e si potrà mettere mano ai depuratori di Viareggio e Querceta, oltre che alle fognature.

Altro tema importante da rivedere è l’azione delle amministrazioni: da una parte i Comuni devono prendersi la responsabilità di occuparsi delle fognature bianche e che gli scarichi non vadano a mescolarsi con quelli della nera, che invece è di competenza del gestore idrico. C’è poi il tema degli spandenti a mare, delle barriere tubolari che porteranno l’acqua dei fossi lontano dalla riva. Camaiore, Viareggio e Pietrasanta devono farli ma non è ancora deciso se a loro spese, a spese della Regione oppure in un’ottica di cofinanziamento tra gli enti.

Ultimo tema è quello dei controlli: la professoressa Annalaura Carducci, docente di Igiene al dipartimento di Biologia dell’università di Pisa, ha proposto di applicare in maniera stabile, anche dopo la chiusura dell’accordo di programma, il protocollo di sicurezza delle acque potabile anche alle acque superficiali. Esistono infatti una serie di prescrizioni che sono imposte ai gestori idrici per prevenire l’inquinamento nelle acque che vengono distribuite nei nostri rubinetti e che potrebbero essere applicati anche ai nostri fiumi. Attraverso lo studio del reticolato delle acque versiliesi si andrebbero a individuare dei corsi d’acqua-sentinella perennemente monitorati. Per ogni situazione specifica verrebbe proposta una soluzione anti-inquinamento che potrebbe prevenire afflussi nocivi nelle acque della nostra costa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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