Il presidio
Versilia, bagnino esclusivo solo per un terzo degli stabilimenti
Su 445 bagni la maggior parte spalma il servizio su più tratti di arenile: un assistente ogni 80 metri
VIAREGGIO. Beppe era il padrone assoluto delle giovani vite scalpitanti che animavano da giugno a fine agosto lo stabilimento balneare nel quale lui era il sovrano. Ovvero il bagnino. Una sua occhiata spostava nugoli di ragazzini dalla schiuma che rompeva sulla battigia se il mare era mosso. Al suo passaggio in zona cabine il chiasso intorno al tavolo da ping pong taceva di botto. E a trovarsi sull’altalena in due non ci si provava nessuno. Oggi, nell’estate 2018, su 445 stabilimenti lungo la costa di tutta la Versilia, solo 178 hanno in spiaggia un proprio bagnino esclusivo.
È il dato fornito dalla Capitaneria di Viareggio che giovedì pomeriggio ha approvato i piani di sorveglianza degli stabilimenti balneari. L’esito dei quali dà 267 stabilimenti che si sono dotati di piani cosiddetti “a isola”: un assistente bagnanti che sorveglia l’arenile di due stabilimenti, per quanto riguarda la maggior parte dei piani presentati. In alcuni casi si arriva fino a tre tratti di spiaggia: «Il fronte autorizzato nei piani - spigano in Capitaneria - può variare. Ma deve essere garantito comunque almeno un bagnino ogni 80 metri, come da ordinanza della stessa Capitaneria». Se si mettono insieme per la sorveglianza dei bagnanti quattro stabilimenti, insomma, che abbiano un fronte totale di 150 metri devono esserci almeno due bagnini.
Si risparmia, insomma, considerando anche che il periodo in cui è obbligatoria la sorveglianza sulle spiagge degli stabilimenti balneari della Versilia è oggi 15 giugno-15 settembre. Ed il piano di sorveglianza con gli assistenti bagnanti dedicati ad un solo stabilimento diventa condizione delle spiagge di elite, come quelle di Forte dei Marmi, dove gli stabilimenti scelgono questa soluzione anche per motivi di privacy legati alla presenza di clientela che chiede la più totale riservatezza. Una clientela che non si “divide” con gli stabilimenti vicini.
Certo, la decisione di avere bagnini “in condominio” porta inevitabilmente ad un maggior rispetto di tutte le regole del mare in materia si sicurezza dei bagnanti. Un controllo che non trovi i bagnini al posto assegnato lungo tutto il tratto di arenile comporta sanzioni senza se e senza ma. «Dobbiamo trovarli dove devono stare - ricorda la Capitaneria - con la maglietta indossata perché ci sono regole precise anche per la loro sicurezza sul luogo di lavoro, con le spalle coperte (dunque, niente canottiere, ndr), meglio con maglie tipo polo piuttosto che t-shirt perché così è coperta anche la parte delicata del collo, con cappello a tesa larga e con punti ombra garanti anche per i bagnini». Se invece che in Versilia fossimo sulle coste savonesi, gli assistenti ai bagnanti dovrebbero ottemperare anche - come da ordinanza della locale Capitaneria - «all’obbligo di mantenersi in buona forma psicofisica per un efficace assolvimento delle mansioni».
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Il tutto per una paga oraria che varia tra i 6 e gli otto euro l’ora e che attira «personale sempre più giovane», come racconta Daniela Ricchetti, funzionaria della Filcams-Cgil di Lucca. Così va a finire che sempre più spesso ragazzi e ragazze si prendono il brevetto per poi “spenderlo” nel cercare lavoro all’estero. Magari in Australia, dove la paga è di 30 dollari l’ora, con una considerazione delle professione decisamente superiore.
«È inutile far diventare i nostri ragazzi veri e propri professionisti del soccorso», è la voce di Enrico Carmignani, della Federazione italiana Salvamento acquatico, sezione di Lucca, «se poi ai balneari interessa solo che i bagnini taglino le siepi o imbianchino le palizzate». Tra le conseguenze di questo scenario anche «il fatto che molti stabilimenti balneari cambiano bagnino ogni anno».
Beppe d’inverno lavorava come muratore. E le sue capacità erano perciò utili anche allo stabilimento balneare sulla cui battigia indossava la canottiera rossa del salvamento. Ma per l’intera estate lui era l’eroe, agli occhi di adulti e bambini. Quello che non raccontava, ma tutti sapevano dei riconoscimenti ricevuti per aver salvato vite tra le onde. E quando Beppe fischiava non restava che riportarsi a riva. Rapidi. Perché se parlava con mamma il mare lo rivedevi - come si diceva - “col cannocchiale”.
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