Il Tirreno

Versilia

Nuova asta a fine luglio per la Viareggio Porto

di Donatella Francesconi
Nuova asta a fine luglio per la Viareggio Porto

L’operazione di Comune e Regione perché la società resti pubblica è sempre in essere. Ma a novembre saranno quattro anni di liquidazione

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VIAREGGIO. È atteso per la fine di luglio, così le informazioni che trapelano dagli ambienti più vicini ad un’amministrazione comunale che sull’argomento non parla da mesi, il nuovo bando d’asta per la Viareggio Porto. L’ultimo, andato deserto come gli altri, risale a fine dicembre 2017. Nel mezzo, in questi mesi, le decisioni che il Tribunale di Lucca ha dovuto prendere, come tutti i Italia, in materia di aste telematiche come previsto dalla nuova normativa.

Fatto sta che è arrivata prima la nuova asta della piscina comunale (il 19 giugno) che quella della società che ha le concessioni dell’approdo turistico della Madonnina e di quella del Triangolino da trasformare in approdo. L’ultima cifra (a dicembre 2017) per la base d’asta era di 1.044.141 euro.

Il prossimo novembre saranno quattro anni da quando nel 2014 l’allora commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo decise per la messa in liquidazione della società pubblica. Un periodo che rischia di fare il bis con la durata della liquidazione della Viareggio Versilia Congressi, sulla quale - in negativo - è stato scritto di tutto da parte degli organismi competenti.

A questo dato temporale va aggiunto il fatto che l’allungarsi delle scelte moltiplica inevitabilmente i costi delle tre figure che si occupano a vario titolo della Viareggio Porto: il liquidatore Claudio Matteoli, il liquidatore giudiziale Marco Marchi ed il commissario giudiziale, Giovanni De Gaetani.

Senza contare lo stato dell’approdo della Madonnina che certo il tempo che passa non migliora, condizione alla quale si aggiunge il nodo mai risolto di quei diportisti che non saldano il dovuto, ma le barche sono comunque ormeggiate in una situazione nella quale ci sono da prendere decisioni quotidiane che alla fine nessuno prende.

Certo, l’operazione che vede impegnati Regione e Comune perché la società resti in mano pubblica è sempre in essere, in uno scenario che prevede poi, una gestione affidata ai privati. Ma i tempi adesso si stanno facendo davvero troppo lunghi. Come messo in luce nei giorni scorsi dal presidente della Cna Provinciale, Andrea Giannecchini, attraverso le pagine del “Tirreno”. Chiedendo chiarezza sul futuro dell’operazione ed una tempistica celere. Dato che i privati pronti a gestire Madonnina e Triangolino ci sono e attendono solo il via libera dagli Enti pubblici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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