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Troppi cinghiali vicino alle case il sindaco ordina l’abbattimento
Numerosi danni alle coltivazioni e cadute di massi intorno alle abitazioni di Le Calde, a Pomezzana I carabinieri forestali: sono un pericolo per l’incolumità pubblica. Il Parco dà l’ok alla caccia con i cani
STAZZEMA. Hanno distrutto più volte le coltivazioni e causato, con il loro passaggio in branco, la caduta di massi a ridosso delle case. Per questo il Parco delle Alpi Apuane ha dato l’okay all’abbattimento di cinghiali (con tutta una serie di prescrizioni) da eseguire con l’uso di cani. Secondo i carabinieri forestali di Pietrasanta, intervenuti il 12 maggio scorso a Le Calde (Pomezzana) dopo le numerose segnalazioni degli abitanti, in quella zona esiste «un pericolo per l’incolumità pubblica» a causa «della presenza di cinghiali in estrema vicinanza di abitazioni – si legge nell’atto del Parco –, tenuto conto dell’estensione, della gravità e della frequenza dei danni provocati dagli stessi animali».
Dopo il sopralluogo dei carabinieri, il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha pubblicato quindi un’ordinanza per l’attivazione di interventi di «contenimento dei cinghiali» in questa area. «Nella località Le Calde- si legge- è stata ripetutamente segnalata la presenza di cinghiali sia in orari diurni che notturni che, in cerca di cibo, invadono le colture agricole, spingendosi anche fino alle abitazioni limitrofe invadendo le proprietà private nonché la viabilità pubblica, provocando ingenti danni alle coltivazione». Un’emergenza confermata poi sia dalla polizia provinciale sia dagli uomini del comando guardiaparco che hanno fatto un sopralluogo il 23 maggio scorso. «Il problema era evidente, quindi non potevamo far altro che dare l’autorizzazione per la “scaccia” dei cinghiali», spiega Antonio Bartelletti, direttore dell’ente Parco. L’abbattimento verrà svolto da un gruppo di cacciatori con cani, che quindi attireranno gli ungulati in una determinata area. L’operazione, però, spiega Bartelletti, «dovrà essere eseguita fuori dall’area parco e comunque con una certa attenzione nei confronti degli animali da abbattere».
Anzitutto l’operazione di “scaccia” non potrà superare il limite di penetrazione nell’area parco di 300 metri. Inoltre dovrà «seguire con scrupolo – si legge nell’autorizzazione dell’ente –, anche in area contigua, le norme vigenti sull’esercizio dell’attività venatoria e praticare comportamenti eticamente corretti nei con fronti degli animali da contenere» con riferimento all’eventuale presenza di esemplari di «giovane e giovanissima età». A conclusione dell’intervento il Parco chiederà alla polizia provinciale una relazione sui risultati ottenuti «comprensiva di una valutazione sull’efficacia di quanto posto in essere per il contenimento della presenza dei cinghiali».
Gli animali abbattuti, si legge nell’ordinanza del sindaco Verona, dovranno poi essere donati «a enti di beneficenza ed assistenza pubblica presenti sul territorio comunale e, solo nell’ipotesi in cui vi sia impossibilità a riceverli e quindi non possano essere così destinati, siano destinati ai soggetti privati abilitati che hanno partecipato alle operazioni di abbattimento».
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