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Sindacati contro Mungai «Si faccia chiarezza»

Sindacati contro Mungai «Si faccia chiarezza»

MASSAROSA. Non sarebbe stata alcuna comunicazione ai lavoratori e alla cittadinanza riguardo alla privatizzazione delle quote di Toscana Energia. Questa la ricostruzione di alcuni sindacati in merito...

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MASSAROSA. Non sarebbe stata alcuna comunicazione ai lavoratori e alla cittadinanza riguardo alla privatizzazione delle quote di Toscana Energia. Questa la ricostruzione di alcuni sindacati in merito alle scelte fatte in consglio comunale a Massarosa.

Le sigle regionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil si scagliano contro le dichiarazioni del sindaco di Massarosa Franco Mungai e dell’assessore del Comune di Firenze Lorenzo Perra: secondo loto ci sarebbe qualcosa di non chiaro in tutta l’operazione: «Da mesi nel cassetto del presidente di Toscana Energia Lovadina (nominato in rappresentanza delle amministrazioni locali) c’è una richiesta di incontro proprio per chiedere informazioni in merito alle prospettive societarie.Ma su questa questione oltre al metodo è il merito che ci preoccupa maggiormente - scrivono in una nota i sindacati - sono infatti le motivazioni addotte nelle posizioni sopra richiamate che non convincono: qualche anno fa le amministrazioni avrebbero potuto dire “ce lo chiede l’Europa”; oggi, più mestamente, si sostiene “ci spinge la riforma Madia” cosa peraltro in contraddizione con lo statuto e i patti parasociali di Toscana Energia, che difatti vengono cambiati. Sembra inoltre strano che comuni come Firenze, Pisa, Pistoia, Empoli, Cascina che detengono oltre il 70% del capitale pubblico in Toscana Energia, siano “obbligati” da comuni possessori di circa il 2% delle quote pubbliche ad una scelta che rischia di avere ripercussioni su una parte rilevante del territorio della Toscana».

Proprio Mungai infatti, qualche settimana fa, annunciava la dismissione delle quote societarie di Toscana Energia annunciando la continuità con il passato anche con il passaggio alla quotazione privata.

Secondo il sindacato però mancherebbe una vera discussione sulle strategie che riguardano il futuro di un’azienda partecipata pubblica: «Abbiamo già visto nel passato più o meno recente i rischi legati alla perdita di centralità del territorio nella gestione dei servizi pubblici locali (ma non solo quelli) in tema di occupazione, organizzazione del lavoro, attività presidiate, lavoro per le ditte locali, quello che in genere si definisce presenza, presidio e radicamento territoriale e che genera ricchezza e sviluppo locale. Proprio per evitare simili problemi riteniamo indispensabile discutere e approfondire il tema, ognuno con le proprie posizioni e le proprie responsabilità, ma in modo aperto e trasparente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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