Plastica nel concime alla Sassaia, la Municipale apre un’indagine
MASSAROSA. Il Comune di Massarosa non ha alcuna intenzione di sottovalutare quanto denunciato dagli ambientalisti con video e foto che mostrano ammendante nei campi di granoturco della Sassaia (ma il...
MASSAROSA. Il Comune di Massarosa non ha alcuna intenzione di sottovalutare quanto denunciato dagli ambientalisti con video e foto che mostrano ammendante nei campi di granoturco della Sassaia (ma il fenomeno si è verificato anche in quelli intorno a Pioppogatto). Ieri mattina l’assessore all’ambiente Agnese Marchetti ha incontrato il comandante della polizia municipale: «La quale - informa Marchetti - aprirà un fascicolo in merito alla segnalazione e si muoverà in questo modo, facendo i controlli con gli agenti della Municipale per quelle che sono le competenze del Comando, ovvero proprietà dei terreni, documenti di trasporto, provenienza del materiale e conformità urbanistica».
Inoltre, continua l’assessore, «il comandante invierà richiesta di intervento ad Arpat per quello che compete all’Ente. Tutte le informazioni saranno inviate in Procura, affinché si verifichi se vi siano o meno infrazioni, rispetto alle leggi vigenti, inerenti alle attività agricole svolte».
Questa procedura, ha confermato il comandante Papasogli all’assessore, «è sempre stata quella utilizzata, per esempio per la segnalazione di qualche mese fa relativamente ai terreni intorno a Pioppogatto. Tutto ciò - conclude Marchetti - per verificare che queste attività agricole rispettino le disposizioni in materia. Siamo i primi come amministrazione comunale che vogliamo avere certezze e rassicurazioni in merito».
In materia di ammendante - va ricordato - è stato poso sotto sequestro a Firenze l’impianto di Case Passerini, finito sotto accusa da parte della magistratura per la quantità fuori norma di plastica, vetro e metallo nel concime destinato all’agricoltura. Un’inchiesta che ha visto all’opera i carabinieri della pg, i carabinieri forestali di Borgo San Lorenzo ed i tecnici dell’Arpat di Firenze.
Donatella Francesconi
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