Il Tirreno

Versilia

LA LEZIONE SEMPRE ATTUALE DI CECCHI PANDOLFINI

di GIULIANO REBECHI*
 LA LEZIONE SEMPRE ATTUALE DI CECCHI PANDOLFINI

Quattro candidati alla carica di sindaco hanno indicato in Rolando Cecchi Pandolfini il loro sindaco ideale. Non ho motivi per dubitare che lo abbiano fatto in modo convinto e sincero. Certo, non...

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Quattro candidati alla carica di sindaco hanno indicato in Rolando Cecchi Pandolfini il loro sindaco ideale. Non ho motivi per dubitare che lo abbiano fatto in modo convinto e sincero. Certo, non tutti sono vicini alle idee politiche che furono di Cecchi Pandolfini. Ma questo avvalora ancor di più la loro preferenza che sento scaturita dai loro cuori prima che dalla loro intelligenza. L’anno prossimo cadrà il 30° anniversario della scomparsa del prof. Cecchi Pandolfini che fu sindaco dal 1970 al 1985, un record in quanto a longevità di mandato amministrativo nella storia della nostra città. Come mai quella stella brilla ancor oggi così forte tanto da essere condivisa da 4 esponenti di altrettanti schieramenti politici alternativi l’uno all’altro?

A questa domanda in passato ho sentito rispondere infinite volte con un lungo elenco di realizzazioni e scelte fatte a suo tempo da quel sindaco, delle sue qualità, della sua lungimiranza e preparazione. Ho inteso lodare le sue virtù e la sensibilità che ne fecero un uomo diverso e speciale. Non so se i 4 candidati abbiano pensato a lui in questi termini rispondendo alla domanda de Il Tirreno. Sarebbe questa una motivazione più che accettabile. Voglio pensare, piuttosto, che al fondo di quella indicazione vi sia un messaggio che da Cecchi Pandolfini proviene e si è voluto trasmettere ai potenziali elettori, un messaggio che gli anni non fanno invecchiare ma al contrario rafforzano ed esaltano: la visione di una comunità da crescere tutti insieme per il bene di tutti. Ecco il vero significato di quel passato che ancora ci illumina, il metodo non comune di un agire pubblico buono e giusto. Quello stesso metodo adottato molto tempo prima da amministratori come Giuseppe Dozza, per 21 anni sindaco di Bologna, o Giorgio La Pira che in una Firenze distrutta dalla guerra e bisognosa di case come del pane ebbe il coraggio di dire “Le case ai fiorentini? Facciamole, qualcuno le pagherà!”. Questa è la forza del messaggio che giunge ancora oggi da Cecchi Pandolfini che, parafrasando il poeta, semplicemente voglio ricordarlo com’era, pensare che ancora viva, pensare che ancora mi ascolti e come allora sorrida.

*Presidente dell’associazione “Rolando Cecchi Pandolfini”



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