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Voto in estate? Versilia divisa
Per alcuni operatori turistici sarebbe un danno. Ma ad altri l’idea piace
VIAREGGIO. Al voto in costume e in pantaloncini. Magari con gli occhiali da sole e il pallone sottobraccio, o i racchettoni, assieme alla tessera elettorale. Per non parlare dei comizi: potrebbero essere fatti in spiaggia, davanti agli ombrelloni. E poco importa se le elezioni balneari, che ieri mattina sembravano profilarsi all’orizzonte, potrebbero essere scongiurate da un ulteriore tentativo di accordo di Governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. La porta, per un’eventualità simile, resta aperta: se il Presidente della Repubblica dovesse sciogliere a breve le Camere, si potrebbe andare a votare anche il 29 luglio. Oppure la domenica dopo, il 5 agosto. Quando la Versilia è nel pieno della stagione turistica. E con gli stessi versiliesi che se ne vanno al mare oppure... espatriano per la vacanza.
Sul tema gli operatori turistici si dividono come il Paese in questo momento difficile. Per fortuna, in questo caso, non siamo di fronte a una frattura drammatica: i “No” e i “Sì” sono frutto di un ragionamento sereno, che tiene conto di vari fattori. Anche dell’eventuale peso negativo sulla qualità e quantità del voto stesso. Sentite Francesco Verona, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, che è contrario alle elezioni balneari: «Una domenica alle urne sarebbe una domenica persa per noi – afferma Verona – ma anche le elezioni sarebbero pesantemente compromesse, tenuto conto che molti non andrebbero a votare. Io credo che sarebbe più giusto andare in autunno, a fine settembre o a ottobre. E sarebbe meglio anche per noi». Ancora più istituzionale Martino Barberi, presidente dei balneari di Forte dei Marmi: «Dobbiamo guardare all’interesse del Paese, più che al nostro. L’importante è che questa situazione di stallo si risolva; altrimenti, andremo a votare nelle date che ci diranno».
I “No” al voto estivo sono forti. «Essere ancora senza Governo è una vergogna – afferma Maria Rosaria Francavilla, albergatrice viareggina e presidente di Assohotel Versilia – tanto più che dà instabilità finanziaria e mette in ginocchio un intero Paese. Votare senza la riforma elettorale non ha senso, ci ritroveremo come ora. Ben venga votare in estate, se portasse ad avere un buon Governo, perché significherebbe avere una potenziale crescita nel quadriennio successivo, ma ormai ci credo poco. Votare d’estate per noi significa perdere un buon numero di prenotazioni di connazionali. Quindi sarei contraria – conclude Francavilla – sarebbe meglio andare alle urne a settembre. Quando cominciano le scuole». Sempre sul fronte hotel il pollice verso è anche quello di Maria Bracciotti, albergatrice a Lido di Camaiore e presidente di Feralberghi Versilia. Secondo Bracciotti andare a votare in piena estate sarebbe un segnale in controtendenza con un turismo che sta di nuovo decollando. Con le prenotazioni dei clienti italiani che a quel punto metterebbero in difficoltà sia loro che le strutture ricettive. «Se questo è il modo di aiutarci – sospira l’imprenditrice – ditemi voi».
Eppure c’è chi apprezza l’idea della campagna elettorale in spiaggia. «Soprattutto – afferma Pietro Guardi, presidente dei balneari di Viareggio – perché si affronterebbero temi importanti negli stabilimenti balneari. Compresa la direttiva Bolkestein che tanto ci sta a cuore. Il voto a fine luglio non mi preoccuperebbe, se parliamo di eventuali danni; diverso sarebbe se andassimo ad agosto, quando c’è l’esodo della maggior parte della clientela». Stuzzicato dalla novità è anche Piero Bertolani, presidente di Confcommercio: «Premesso che l’interesse generale deve prevalere sul nostro particolare – dice – potrebbe anche esserci un danno alle attività. Però la spiaggia diventerebbe un punto di socializzazione e di riflessione. I comizi in spiaggia? Sì, l’idea mi piace».
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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