Il presidio
No ai 700mila euro per i nuovi alberi
Lo stop della Regione costringe il Comune a rivedere il progetto
VIAREGGIO. “Non finanziabile” è la dicitura per le domande numero 39 (Comune di Viareggio) e 40 (società in house “ICare”) nella graduatoria regionale dei finanziamenti regionali per il ripristino delle foreste danneggiate. Il Comune aveva chiesto, nel partecipare al bando, 338.721,91 euro; mentre “ICare” riteneva di poter ricevere 374.459,94 euro. Il progetto era quello presentato nei mesi scorsi dall’assessore all’ambiente Federico Pierucci e relativo ad ottanta ettari di pineta ancora sotto attacco da parte del parassita “Matsucoccus feytaudi”, per un totale di 1.000-1.200 piante ad ettaro da abbattere. Il che significa un numero di pini - tra 80.000 e 96.000 circa - che dovranno essere eliminati. Per essere sostituiti con piante di leccio, pioppo, frassino e ontano. E pino domestico, ma solo in prossimità di via del Balipedio «per dare una certa continuità alla pineta» e farnia. Questo il progetto di rimboschimento per il quale Comune, la società partecipata “ICare” ed Ente Parco avevano richiesto il finanziamento alla Regione Toscana. Regione che ha accolto la richiesta di finanziamento avanzata dal Parco.
«Si tratta di circa 700.000 euro», spiegava tre mesi fa l’assessore Pierucci: «Ma l’intervento ha un valore di circa 1,5-2 milioni perché dal finanziamento che la Regione potrà concedere vanno scomputati i proventi della vendita del legname». Una vendita per la quale non era previsto un affidamento diretto all’azienda che avrebbe eseguito il taglio, ma che - assicurava Pierucci - sarebbe andata a bando.
Il “Tirreno” ha chiesto ieri sia all’assessore Pierucci che al vice sindaco Valter Alberici, oltre che al sindaco Giorgio Del Ghingaro che cosa accadrà adesso. Con la pineta tagliata per ampi tratti sia dopo i lavori della scorsa estate (che hanno visto uno stop imposto dai verbali elevati dal Parco e dei quali si sono interessati anche i carabinieri Forestali) e con i lavori che sembrano essere ampiamente proseguiti, viste le foto che risalgono a quasi un mese fa, fornite al “Tirreno” da Italia Nostra.
A fianco della dicitura “non finanziabile” nelle caselle della graduatoria si legge: “Contributo domanda ricondotto al massimale beneficiario”, come da articolo del bando nel quale era fissato che: «L’importo massimo del contributo concedibile per bando (indipendentemente dal numero di interventi) è pari a 250.000 euro, per i beneficiari privati, e 400.000 euro per i beneficiari di diritto pubblico. Nel caso in cui un beneficiario dovesse presentare più progetti per un importo complessivo maggiore del contributo concedibile, per selezionare quelli potenzialmente finanziabili si utilizzano gli stessi criteri con cui si definisce la graduatoria (punteggio e importo). L’eventuale riduzione di contributo ammissibile al fine del rispetto del massimale si opererà sul progetto che risulterà parzialmente finanziabile per superamento del massimale (cioè con punteggio più basso o con importo maggiore rispetto all’ultimo interamente finanziabile). Tale progetto risulta ammissibile per l’intera somma richiesta ma finanziabile solo per la parte non eccedente il massimale». Il che significa, insomma, che il Comune dovrà rivedere il progetto, per ottenere una somma minore. Per fare cosa, su un tema tanto caro a tutti, al momento non è dato saperlo.
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