Il Tirreno

Versilia

L’Africa di Raffaelli sbarca nel Belpaese

Anteprima italiana per “Mareyeurs” del regista fortemarmino al Migranti Film Festival di Pollenzo

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FORTE DEI MARMI. Ci sarà sabato 2 giugno, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) l'anteprima italiana di “Mareyeurs”, il film del fortemarmino Matteo Raffaelli che grande successo di critica e di pubblico ha avuto al 31° festival Fipa di Biarritz in Francia. In Senegal un milione e mezzo di persone vive di pesca, negli ultimi dieci anni la quantità di pesce è diminuita dell’80% a causa dello sfruttamento dei mari e ogni giorno si lotta per una vita migliore, lontano dal proprio paese. Di chi è la colpa?

Le immagini e le motivazioni di Raffaelli partono da qui e approdano ora al Migranti Film Festival di Pollenzo, con una giuria d'eccezione composta da Stefania Barzini, Giuseppe Cederna, Carlo Freccero, Enrico Magrelli, Angelo Orlando, Francesca Paci, Valentina Parasecolo, Will Peyote, proiezione che rappresenta anche l'anteprima italiana di Mareyeurs, firmato appunto da Raffaelli prodotto da Ocean Film di Francesco Congiu in collaborazione con HF4 e selezionato su ben 3.121 film provenienti da 117 paesi.

Il festival cinematografico - diretto da Dario Leone e facente parte del progetto MigrArti del Mibact -ospiterà la proiezione del documentario il 2 giugno con un incontro d'apertura in cui interverrà, insieme a Matteo Raffaelli, Cinzia Scaffidi, giornalista, docente e membro del comitato esecutivo di Slow Food, per parlare dei temi portati in primo piano dal regista versiliese: etica del consumo e politica globale, commercio massivo e consumo incontrollato, filiera produttiva africana ed Europa dei migranti. Mareyeurs, infatti, è un racconto attento e minuzioso di come lo stravolgimento di una filiera produttiva locale possa andare a intaccare la vita quotidiana di tutti, su scala mondiale. Ibrahima è un giovane mareyeur, intermediario tra pescatori e dirigenti delle aziende di pesca locali. Preoccupato dalla scarsità del pesce in Senegal e dalla diminuzione del suo reddito, matura in lui l’idea di emigrare in Europa. Troverà sul suo cammino delle persone che cercheranno di dissuaderlo e questo lo porterà a mettere in dubbio il suo progetto. Insieme alla figura di Ibrahima, ad animare e restituire al pubblico il quadro complesso di un’Africa raramente protagonista di documentari come Mareyeurs, è una costellazione di personaggi unici e reali come Mame Fotou Kaire, impreditrice a capo del sistema matriarcale del commercio del pesce nella città di Saint Luis. Dalla lotta del singolo alla messa in crisi del sistema vitale e produttivo di un paese, dall’iper consumo del pesce al lavoro delle donne africane, Mareyeurs è la storia, vera, di un giovane che sogna l’Europa; la storia di un sistema di commercio globalizzato che sfrutta i mari africani; la dimostrazione di quali potrebbero essere le conseguenze, in un immediato futuro, se il pesce dovesse esaurirsi in Senegal e la popolazione non potesse più considerarlo una risorsa basilare. Originale e dal grande impatto emotivo, Mareyeurs rappresenta la maturità artistica di questo regista nato al Forte e cresciuto professionalmente a Roma.

Angelo Petri

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