Il presidio
Restaurato il campanile della chiesa di S.Francesco
I lavori sono costati circa 220mila euro finanziati da Carilucca, Cei, Curia e Bcc L’appello del parroco: «Ne servono altri 200mila per completare il lavoro»
PIETRASANTA. Un campanile che racchiude nelle sue crepe, oggi finalmente messe in sicurezza, tre secoli e mezzo di storia pietrasantina, quello della chiesa di San Francesco. Il progetto di restauro sarà degnamente celebrato, venerdì giugno, con una cerimonia di inaugurazione, ma le problematiche che si accompagnano alla chiesa, alla parrocchia dei frati, alla sua biblioteca, erano e restano tante. Mentre pochi sono i fondi a disposizione per completare un percorso di restauro e recupero che resta difficile.
«Intanto – fanno sapere i progettisti l’ingegnere Italo Viti e l’architetto Enrico Mazzei – abbiamo portato a compimento il primo lotto riguardante, appunto, il campanile che presentava un degrado evidente nel laterizio esterno dove mancavano anche dei mattoni e dove ancora erano presenti infiltrazioni d’acqua con la conseguente consunzione del materiale metallico. Lavori costati, complessivamente, circa 220mila euro per una copertura delle spese resa possibile dai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – novantamila euro –, Cei – 65mila –, Curia – diecimila –, mentre la Banca di credito cooperativo ha reso finanziabile il nostro intervento».
A saldo dei lavori restano quindi 50mila euro: non proprio spiccioli. Da qui l’appello di don Francesco Parrini. «Più che alla comunità delle nostre due parrocchie, che già nei limiti del possibile ha dato un contributo, mi rivolgo a tutta la cittadinanza: la nostra è una chiesa storica, forse meno visibile rispetto ad altre che si affacciano sul mare, ma che sicuramente rappresenta un valore significativo per Pietrasanta».
Pensare, oggi, di mettere mano al secondo lotto di interventi è dunque esercizio più teorico che pratico, vista la scarsità di denaro a disposizione e l’onere richiesto – altri 200mila euro – anche se i lavori sulla biblioteca, dove sono presenti affreschi in parte già compromessi e ancora sulla facciata della chiesa, per non parlare del chiostro, restano prioritari. «Siamo, però, ovviamente soddisfatti delle opere realizzate per il campanile, che effettivamente versava in condizioni pericolose. Opere eseguite da Restauro Italia di Piero Vecchio – proseguono Viti e Mazzei – e intendiamo ringraziare le banche che hanno reso possibile il tutto e ancora la Sovrintendenza, l’Università di Pisa e chi, come l’ingegnere Stefano Cerri ha discusso una tesi di laurea sugli effetti dinamici del moto delle campane della chiesa di San Francesco. Un impegno di gruppo che restituisce alla comunità il campanile di una chiesa che rappresenta Pietrasanta non solo dal punto di vista delle tradizioni religiose, ma anche sotto l’aspetto culturale ed artistico».
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